L’articolo 25 della Legge n°120/2010, importò, com’è ormai noto, la modifica dell’articolo 142 del codice della strada (peraltro, anche successivamente modificato dal D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito con modificazioni  dalla  L.26 aprile 2012, n. 44).

Essenzialmente la modifica si risolse –ad opera della lettera d) del primo comma del citato articolo 25- nell’aggiungere tre nuovi commi al citato articolo del codice dedicato alla “velocità”.

Tra questi brillava la previsione del comma 12-quater che così recita: “ciascun ente locale  trasmette  in  via  informatica  al Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  ed  al  Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione  in  cui sono  indicati,  con  riferimento  all’anno  precedente,  l’ammontare complessivo dei proventi di propria  spettanza  di  cui  al  comma  1 dell’articolo 208 e al  comma  12-bis  del  presente  articolo,  come risultante  da  rendiconto  approvato  nel  medesimo  anno,   e   gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per  ciascun  intervento.  La  percentuale  dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis e’ ridotta  del  30  per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di  cui  al primo periodo in  modo  difforme  da  quanto  previsto  dal  comma  4 dell’articolo 208 e dal  comma  12-ter  del  presente  articolo,  per ciascun  anno  per  il  quale  sia  riscontrata  una  delle  predette inadempienze».

Fuori dal codice della strada, con la previsione del comma 2 dell’articolo 25 della citata Legge, veniva sancito: “Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti, di concerto con  il  Ministro  dell’interno,  sentita  la  Conferenza Stato-citta’  ed  autonomie  locali,  e’  approvato  il  modello   di relazione di cui  all’articolo  142,  comma  12-quater,  del  decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotto dal presente articolo, e sono definite le  modalita’  di  trasmissione  in  via  informatica  della stessa, nonche’ le modalita’ di versamento dei  proventi  di  cui  al comma 12-bis agli enti ai quali sono attribuiti ai sensi dello stesso comma. Con il medesimo decreto sono definite, altresi’, le  modalita’ di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici  di  controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui all’articolo 142 del decreto legislativo n.  285 del 1992, che fuori dei centri abitati non  possono  comunque  essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore  ad  un  chilometro dal segnale che impone il limite di velocita’”.

 

 

Il comma 3 della disposizione richiamata prevedeva,, infine che: “le disposizioni di cui  ai  commi  12-bis,  12-ter  e  12-quater dell’articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotti dal presente articolo, si applicano a decorrere dal  primo  esercizio finanziario successivo a quello in corso  alla  data  dell’emanazione del decreto di cui al comma 2”.

 

Orbene, il 31 maggio si avvicina e, nonostante il tentativo in extremis di approvare il regolamento richiamato dal comma 2 dell’articolo 25 della Legge n°120/2010, ancora non fa parte del nostro ordinamento la normativa secondaria atta a mettere in moto il sistema di rendicontazione puntuale dei proventi delle sanzioni stradali.

 

Come comportarsi in questo caso, alla luce del vuoto normativo? Si deve assecondare la pretesa del Ministero dell’interno di rendicontare comunque, a dispetto della patente carenza dell’obbligo nel contesto descritto, o si deve assecondare l’ANCI che ha sempre sostenuto il concetto: “no regolamento – non rendicontazione!”

 

Ognuno agisca secondo coscienza e scienza.

Tutti sappiano, ad ogni buon conto, che l’ANCI Emilia Romagna, con proprio parere del 16 maggio 2014 (n°114) , conferma che:

a)    i proventi delle sanzioni stradali vanno gestiti sempre conformemente alle previsioni di Legge (anche perché, la magistratura potrà sempre verificare le violazioni del caso, in ogni suo ambito di intervento, a prescindere dal regolamento relativo alla rendicontazione);

b)   mancando il supporto informatico per rendicontare, non occorre inviare ancora nulla.

 

Pino Napolitano

 

 P.A.sSiamo

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