Il Tribunale Amministrativo Regionle Sez. Friuli Venezia Giulia con sentenza breve n. 210 del 16/05/2014 ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo il ricorso alla decurtazione dei punti dalla patente  di guida.

 

La Sezione ritiene, di aderire a quell’orientamento giurisprudenziale, a mente del quale l’opposizione di cui agli articoli 22 e 23 della legge 689/1981 deve considerarsi, ormai, rimedio generale esperibile, salva espressa previsione contraria, contro tutti i provvedimenti sanzionatori, ivi compresi quelli, aventi carattere di sanzione accessoria, di decurtazione dei punti della patente.

IL TAR afferma che l’ orientamento è attualmente condiviso da numerose pronunce della giurisprudenza amministrativa (cfr. ex multis, C.d.S., I, 11 novembre 2011, n. 3495; T.A.R. Umbria, I, 22 ottobre 2010, n. 490; T.A.R. Lazio, Latina, I, 14 febbraio 2011, n. 141), trae, invero, supporto motivazionale in alcune pronunce delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (23 aprile 2010, n. 9691; 29 luglio 2008, n. 20544) ove si afferma che “la decurtazione dei punti di patente costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale. In particolare va osservato che il meccanismo di sottrazione dei punti dalla patente di guida per effetto dell’accertamento dell’avvenuta violazione del codice della strada costituisce (come affermato dalla Corte Costituzionale nella ordinanza n. 247 del 24/6/2005) una misura accessoria alle relative sanzioni: ne consegue che il contenzioso relativo all’applicazione di tale sanzione accessoria, nell’ambito del quale devono ricomprendersi anche le questioni relative all’erronea decurtazione del punteggio, deve ricondursi alla giurisdizione del giudice competente in materia (giudice di pace) ai sensi del d.lgs. n. 285 del 1992, artt. 204 bis e 205 come confermato anche dal d.lgs. n. 285 del 1992, art. 216, comma 5, relativo alle opposizioni proponibili avverso la ulteriore misura accessoria della sospensione della patente”.

Giuseppe Capuano

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