Zona di sosta riservata ai veicoli del Sindaco, degli Amministratori e dei Dipendenti comunali.

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Si sa, la carenza di parcheggi, unitamente al “traffico”, rappresenta una delle problematiche più sentite, anche nelle aree limitrofe ai Municipi.

Un Responsabile dell’Area Tecnica di un Comune isolano ha pensato bene di risolvere il problema limitando l’utilizzo degli spazi di sosta veicolare in un tratto di strada immediatamente retrostante la sede degli uffici comunali, in favore soltanto dei veicoli di proprietà del Comune, dei suoi organi politici, dei dipendenti comunali e, già che c’era, anche del personale in servizio nell’adiacente istituto scolastico, allo scopo, in sintesi, di decongestionare la presenza di veicoli in sosta.

Impugnato il provvedimento, il Tar Sardegna, sez. I, 19/11/2020, n. 635, ha censurato tale Ordinanza osservando che sussiste la lamentata violazione dell’art. 7 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo Codice della Strada), nella parte in cui stabilisce, al comma 1, che “1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a) adottare i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1, 2 e 4;…

d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea”.

Secondo il Collegio, il tenore testuale di tale disposizione è, infatti, inequivoco nel consentire la riserva di spazi per la sosta in area pubblica solo in favore di specifiche categorie di veicoli -quelli al servizio “degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea”– mentre il provvedimento in esame ha riservato il parcheggio ai veicoli di proprietà dell’Amministrazione Comunale, degli Organi Politici, dei Dipendenti Comunali, del Personale Docente e ATA appartenente alla vicina scuola, tutte categorie non contemplate nella predetta disposizione normativa, la cui portata tassativa trova conferma -oltre che nel tenore testuale in sé considerato- nel suo raffronto con il regime normativo previgente, rintracciabile nell’ormai abrogato art. 4 del d.p.r. 15 giugno 1959, n. 393 (T.U. delle norme sulla circolazione stradale), che consentiva ai Comuni di prevedere una “riserva di parcheggio” “alla sosta di determinati veicoli quando ciò sia necessario per motivi di pubblico interesse”, con previsione, dunque, non limitata a precise categorie di utenti, come, invece, quella ora vigente.

Né assume rilievo la Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 28 settembre 1981, n. 1525, richiamata in seno alla motivazione dell’atto impugnato, se non altro perché la stessa -oltre a non resistere alla sopravvenuta norma di rango primario- fu adottata in riferimento al previgente D.p.r. n. 393/1959, abrogato, come detto, all’entrata in vigore del Codice della Strada attualmente in vigore.

Decisione ineccepibile. Null’altro da commentare.

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