Inquinamento atmosferico ed emissioni scarsamente rilevanti alla luce delle recenti novità introdotte dal D. Lgs. n. 102/2020 -Quale titolo abilitativo per gli impianti e le attività in deroga?

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Inquinamento atmosferico ed emissioni scarsamente rilevanti alla luce delle recenti novità introdotte dal D. Lgs. n. 102/2020

Quale titolo abilitativo per gli impianti e le attività in deroga?

Riferimenti normativi

Il tema che si propone trae lo spunto da un quesito spesso ricorrente.

Per le attività di officina meccanica di riparazione dei veicoli, che non siano in possesso dell’autorizzazione per le emissioni in atmosfera, quali sanzioni applicare?

In premessa, è importante delineare il quadro normativo di riferimento.

La disciplina delle emissioni in atmosfera di impianti ed attività, cui è riconducibile anche un’attività di un’autofficina meccanica, è contenuta nel Titolo I della Parte V del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (cd. Testo Unico Ambientale), che, peraltro, all’articolo 280, rispettivamente alla lettera a) e alla lettera h), ha abrogato il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, recante l’attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali; e il D.P.R. 25 luglio 1991, recante le modifiche dell’atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a ridotto inquinamento atmosferico.

Quest’ultimo decreto abrogato presentava 2 Allegati, che contenevano, il primo, l’elenco delle attività ad inquinamento poco significativo (che già ricomprendeva l’attività in esame), il secondo l’elenco di quelle a ridotto inquinamento atmosferico.

A poco meno di tre anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 183/2017, che aveva già ampiamente modificato la parte quinta del D. Lgs. n. 152/2006, è intervenuto recentemente il D. Lgs. n. 102/2020, che ha apportato ulteriori e importanti novità, ed in particolare, per quello che qui rileva, alla disciplina delle emissioni cosiddette “scarsamente rilevanti ai fini dell’inquinamento atmosferico”.

Alla luce del revisionato testo normativo, l’attività di autofficina meccanica non necessita dell’autorizzazione per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, essendo inclusa tra quelle ad emissione scarsamente rilevante, ai sensi dell’art. 272, comma 1, del T.U. Ambientale.

Tale disposizione, infatti, rubricata con il titolo “Impianti ed attività in deroga”, al comma 1, stabilisce: 2

«Non sono sottoposti ad autorizzazione di cui al presente titolo gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente impianti e attività elencati nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del presente decreto. L’elenco si riferisce a impianti e ad attività le cui emissioni sono scarsamente rilevanti agli effetti dell’inquinamento atmosferico

. … …

L’autorità competente può altresì prevedere, con proprio provvedimento generale, che i gestori comunichino alla stessa o ad altra autorità da questa delegata, in via preventiva, la data di messa in esercizio dell’impianto o di avvio dell’attività ovvero, in caso di dispositivi mobili, la data di inizio di ciascuna campagna di utilizzo. Gli elenchi contenuti nell’allegato IV alla parte quinta del presente decreto possono essere aggiornati ed integrati, con le modalità di cui all’articolo 281, comma 5, anche su indicazione delle regioni, delle province autonome e delle associazioni rappresentative di categorie produttive».

L’Allegato IV alla parte V del T.U. – Parte I – anch’esso modificato dagli stessi decreti correttivi sopra citati, contiene l’elenco degli impianti e delle attività con emissioni scarsamente rilevanti, nel quale, alla lettera k), è ricompresa, appunto, quella delle autorimesse e delle officine meccaniche di riparazioni veicoli, escluse quelle in cui si effettuano operazioni di verniciatura (Schema n. 1).

Se non soggetta ad autorizzazione, non è detto, però, che l’attività in argomento sia sottratta, in assoluto, ad altri adempimenti di cui alla Parte V e, quindi, alle relative sanzioni, ancorché le emissioni prodotte siano definite scarsamente rilevanti.

Come già rilevato sopra, per espressa previsione normativa, è stabilito che l’Autorità competente (od altra autorità da questa delegata), con proprio provvedimento, possa obbligare i gestori di cui all’art. 272, comma 1, del T.U. Ambientale, a comunicare preventivamente alla stessa l’avvio e la messa in esercizio dell’attività.

Al riguardo, occorre pure preliminarmente rilevare che, a norma dell’art. 268, comma 1, lett. o), l’Autorità competente è da intendersi la Regione o la Provincia autonoma o la diversa autorità indicata dalla legge regionale quale Autorità che provvede al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e all’adozione degli altri provvedimenti previsti.

Officine meccaniche e autocarrozzerie senza verniciatura. Profili giurisprudenziali

Le officine meccaniche per la riparazione di autoveicoli, di autocarrozzerie senza verniciatura, di taglio delle lamiere e saldatura e stuccatura sono soggette ad una comunicazione preventiva obbligatoria, a prescindere dalla quantità di emissioni in atmosfera. Chi non effettua la 3 comunicazione, nei tempi e nelle modalità prescritte dalla deliberazione regionale, è soggetto alla sanzione prevista al comma 3, dell’art. 279 del D. Lgs. 152/06.

Ad affermare in modo molto chiaro tale principio è stata la Corte di Cassazione, Sez. III, 11 maggio 2015, n. 19330.

La sanzione richiama il disposto dell’art. 272, che indica gli impianti e le attività in deroga, per le quali dev’essere effettuata la comunicazione, attraverso il richiamo all’AlIegato IV della parte V del T.U.A.

Segnatamente, viene in rilievo quanto previsto dalla lett. K del punto 1, parte 1 del predetto allegato, che riguarda gli impianti e le attività di cui all’art. 272, comma primo.

Per i giudici ermellini, non rileva, peraltro, la circostanza che al momento del sopralluogo non fossero in corso operazioni di verniciatura, in quanto la predetta lett. K dell’AlIegato IV alla Parte V del T.U.A. prevede l’obbligo della comunicazione anche per le autorimesse ed officine meccaniche di riparazione veicoli, a prescindere dunque dallo svolgersi nelle stesse di attività di verniciatura.

Resta bene inteso che la stessa giurisprudenza della Suprema Corte (Sez. 3, n. 34378 del 27/06/2001 – dep. 21/09/2001, Trovato P, Rv. 220195) ha sostenuto, già sotto la vigenza della precedente normativa di settore, che l’esercizio di un impianto di autocarrozzeria suscettibile di dare luogo all’emissione di fumi in atmosfera, con utilizzo quindi di prodotti vernicianti, senza avere richiesto l’autorizzazione prevista dagli articoli 269 o 272, integra il reato di cui all’art. 279, comma 1, è punito con la pena dell’arresto da due mesi a due anni o dell’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro.

Tale ultimo principio di diritto si è ulteriormente consolidato, nella recente sentenza del TAR Abruzzo, Sez. I, 16 giugno 2020, n. 227, per cui:

«L’art. 272, co. 1, d.lgs. n. 152/2006 stabilisce che non sono sottoposte alle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera “gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente impianti e attività elencati nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del presente decreto”. Nel predetto elenco si fa riferimento solo alle “Autorimesse e officine meccaniche di riparazioni veicoli, escluse quelle in cui si effettuano operazioni di verniciatura” (lett. k)). L’attività di “Riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, mezzi e macchine agricole con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo complessivo non superiore a 20 kg”, invece, è inserita alla lett. a) dell’elenco di cui alla parte II all’Allegato IV alla Parte Quinta del d.lgs. n. 152/2006. 4 In definitiva, le autocarrozzerie nelle quali non si effettua solo riparazione ma anche verniciatura di carrozzerie non sono ricomprese tra le industrie con emissioni scarsamente rilevanti, di cui al comma 1 dell’art. 272».

L’esercizio di un impianto di autocarrozzeria, con relativa attività di verniciatura, senza avere richiesto l’autorizzazione prevista dagli articoli 269 o 272, è sanzionato penalmente, i sensi dell’art. 279, comma 1, del D. Lgs. n. 152/2006.

La depenalizzazione, in materia di emissioni scarsamente rilevanti, introdotta dal D. Lgs. n. 102/2020

Il Decreto legislativo 30 luglio 2020, n. 102, vigente dal 28 agosto 2020, all’art. 1, lett. g), punto 2, ha apportato le seguenti modifiche all’art. 279:

Al comma 3, primo periodo, le parole “è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda fino a 1.032 euro” sono sostituite dalle seguenti: “è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 2.500 euro”.

Il testo revisionato dell’art. 279, comma 3, viene quindi così riformulato:

Chi mette in esercizio un impianto o inizia ad esercitare un’attività senza averne dato la preventiva comunicazione prescritta ai sensi dell’articolo 269, comma 6, o ai sensi dell’articolo 272, comma 1, è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 2.500 euro. È soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 2.500 euro, alla cui irrogazione provvede l’autorità’ competente, chi non effettua una delle comunicazioni previste all’articolo 273-bis, comma 6 e comma 7, lettere c) e d).

In virtù di tale modifica normativa, se ed in quanto fosse previsto l’obbligo della comunicazione all’autorità competente – dalla normativa regionale – la sua inottemperanza assumerebbe non più rilievo penale, ma solo amministrativo, con l’applicazione della sanzione pecuniaria da 500 euro a 2,500 euro (PMR €. 830,00).

Nel caso, dunque, di un’officina meccanica, quale attività in deroga ai sensi dell’art. 272, comma 1, del D. Lgs. n. 152/2006, l’omessa comunicazione, laddove richiesta dalla disciplina regionale, è sanzionata amministrativamente ai sensi dell’art. 279, comma 3, come novellato dal D. Lgs. n. 102/2020.

Regione che vai … adempimenti e sanzioni che trovi!

 A seconda della Regione in cui si svolge l’attività di autofficina meccanica, e più in generale quella di una qualsiasi altra individuata nell’Allegato IV alla parte V del D. Lgs. n. 152/2006, trova applicazione una diversa disciplina sanzionatoria, correlata all’obbligo o meno della comunicazione all’autorità competente.

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