Requiem per il ricorso amministrativo contro la segnaletica.

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Requiem per il ricorso amministrativo contro la segnaletica.

L’articolo 49 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, è rubricato alla voce “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali” e, come conseguenza della Legge di conversione, al comma 5 ter, introduce una surrettizia e corposa modifica del Codice della strada.

Per adesso occupiamoci solo del laconico inciso di cui alla lettera e) che recita: “all’articolo 37, il comma 3 è abrogato”.

Di cosa si tratta?

Semplice, sparisce il ricorso amministrativo gerarchico improprio contro i provvedimenti istitutivi della segnaletica stradale; in sostanza sparisce il seguente testo: “Contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione della segnaletica è ammesso ricorso, entro sessanta giorni e con le formalità stabilite nel regolamento, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che decide in merito”.

Peraltro, per cancellare ogni traccia di questo ricorso, il 5-quater dell’art.49 del D.L. Convertito, sancisce: “L’articolo 74 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, è abrogato”.

Ovviamente grazie alla disdicevole tecnica legislativa che ha accompagnato la conversione del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, non è dato sapere quali siano stati i reconditi motivi di questa espunzione di un rimedio giustiziale che aveva il gran pregio della democraticità e della economicità di accesso.

Il MIT si spoglia di alcune funzioni e competenze (di quelle più scoccianti) che storicamente gli appartenevano e non v’è dubbio che ciò risponda alla utilità di scaricare funzioni sgradite, indirizzando tutto il contenzioso in materia presso gli organi di giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato), con innegabili effetti di contrazione del contenzioso in materia, attesa la cospicua onerosità di accesso alla Giustizia Amministrativa.

L’uso e l’abuso dell’articolo 7 da parte dei Comuni resterà ormai pressoché impunito, con buona pace della partecipazione della cittadinanza attiva alle piccole scelte di governo del territorio che attengono alla segnaletica stradale.

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