L’installazione di impianti pubblicitari sulle strade è disciplinata dall’articolo 23, codice della strada.

Mentre, per le strade in genere, il comma 1, dell’articolo 23 vieta l’ istallazione di cartelli solo nel caso che gli stessi possano in vario modo disturbare la guida, ferma la necessità dell’autorizzazione dell’ente proprietario della strada prevista al  comma 4 dello stesso articolo, per le autostrade, ai sensi del comma 7 del suddetto articolo 23, è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo le stesse e in vista delle stesse, salvo che nelle aree di servizio.

Il dettato di quest’ultima, infatti, esordisce con la prescrizione “È vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi”, il cui rigore viene temperato, nel prosieguo del testo del comma, da una serie di previsioni derogative, con riferimento alle aree di servizio o di parcheggio, con riferimento ai segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti, con riferimento alle insegne di esercizio, con riferimento ai cartelli di valorizzazione e promozione del territorio.

Il comma 5, dell’articolo 23, prescrive inoltre che “Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un’altra strada appartenente ad ente diverso, l’autorizzazione è subordinata al preventivo nulla osta di quest’ultimo….omissis….”

Nel caso di specie, il cartello era stato autorizzato dall’ente proprietario della strada lungo la quale era stato posto (il comune), ma tale situazione non era concludente, giacché non era mai stato chiesto né rilasciato dall’ente proprietario del raccordo autostradale il nulla-osta previsto dal comma 5 del ripetuto articolo 23, codice della strada.

La Corte di Cassazione Civile, quindi, con la sentenza n. 25884, del 15 dicembre 2016, ha statuito che gli impianti pubblicitari, di cui all’articolo 23, codice della strada, e agli articoli 47, e segg. Regolamento c.d.s., non possono essere installati in prossimità di raccordi autostradali, in quanto vietato dal comma 7, dell’articolo 23, codice della strada: l’eventuale autorizzazione rilasciata dal Comune risulta quindi illegittima.

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Marco Massavelli

Ufficiale Settore Operativo Polizia Municipale Rivoli (TO))

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