L’agenzia continua ad ammorbidire le modalità di pagamento di tributi, sanzioni e contributi arretrati

Dopo il caso della sentenza del tribunale di Busto Arsizio, che ha ridotto da 86mila a 11mila euro il debito dovuto da una pensionata a Equitalia applicando la “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, l’agenzia è sempre più alla ricerca di soluzioni “morbide” nei confronti dei propri debitori. In questo quadro si inseriscono i vari modelli di rateizzazione, lo stop ai pignoramenti ed altre dilazioni che andiamo a vedere in dettaglio, insieme alle istruzioni per ricorrere ad un eventuale piano da sovraindebitamento. Equitalia ha deciso di iniziare a notificare, dal primo gennaio 2015, le cartelle esattoriali con allegati già i piani di rateizzazione del debito precompilati. In pratica una volta ricevuta la comunicazione, se non si è in grado di versare l’intera somma tutta in una volta si può fare richiesta di pagarla a rate in un orizzonte massimo di 10 anni. Ma anche la procedura del pagamento a rate è stata semplificata. Tanto che attualmente sono 2,4 milioni le persone che hanno accettato di pagare le tasse dilazionate per un controvalore di 26,6 miliardi. E’ possibile accedere a un piano ordinario per spalmare l’importo fino a un massimo di 72 rate.

Se invece ci si trova nell’impossibilità di pagare entro i 6 anni concessi, si può richiedere un piano straordinario fino a un massimo di 10 anni (120 rate). In questo caso è però necessario dimostrare di avere una grave situazione di difficoltà economica o, quanto meno, l’importo della singola rata deve risultare superiore al 20% del reddito mensile. Se il debito è inferiore a 50mila euro la richiesta di rateizzazione si può presentare con una domanda semplice, senza aggiungere alcuna documentazione e direttamente online sul sito di Equitalia. Mentre per importi superiori è necessario presentare alcuni documenti che attestino lo stato di difficoltà economica e la situazione della famiglia, in primis l’Isee. E’ inoltre possibile scegliere tra rate fisse o crescenti, nel caso si voglia pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizioni economiche. E fino a quando i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente e può ottenere il Durc, cioè il certificato di regolarità fiscale, che permette di lavorare con le pubbliche amministrazioni. Inoltre chi paga a rate è al riparo da eventuali azioni cautelari o esecutive, come fermi di auto e moto, ipoteche e pignoramenti. Tra i segnali di distensione c’è anche la procedura che scatta quando si decade dalla possibilità di rateizzazione: prima lo stop scattava automaticamente con il mancato pagamento di due rate consecutive, ora il contribuente decade solo se non paga otto rate, anche non consecutive. Con una rateizzazione in corso, se le condizioni economiche sono peggiorate si può nuovamente chiedere di allungare i tempi di pagamento delle rate con una proroga ordinaria (fino a un massimo di ulteriori 72 rate) o straordinaria (massimo 120 rate). Chance che il fisco concede, però, una sola volta e a condizione che non sia mai intervenuta la decadenza. Cioè che si siano sempre pagate le rate regolarmente. Tra i segnali di distensione c’è anche la procedura che scatta quando si decade dalla possibilità di rateizzazione: prima lo stop scattava automaticamente con il mancato pagamento di due rate consecutive, ora il contribuente decade solo se non paga otto rate, anche non consecutive. Con una rateizzazione in corso, se le condizioni economiche sono peggiorate si può nuovamente chiedere di allungare i tempi di pagamento delle rate con una proroga ordinaria (fino a un massimo di ulteriori 72 rate) o straordinaria (massimo 120 rate). Chance che il fisco concede, però, una sola volta e a condizione che non sia mai intervenuta la decadenza. Cioè che si siano sempre pagate le rate regolarmente. Equitalia non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente, tranne per le abitazioni di lusso. Negli altri casi, i pignoramenti immobiliari sono consentiti se l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120mila euro e, comunque, non prima di sei mesi dall’iscrizione di ipoteca. Come accennato nell’introduzione, con la Legge 3/2012 relativa alla “Composizione della crisi da sovraindebitamento” si è introdotta per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano la possibilità di instaurare una procedura con la quale consumatori, ma anche piccoli imprenditori, possono proporre la ristrutturazione dei debiti (anche fiscali) ottenendo, qualora vi siano le condizioni, la riduzione dell’importo dovuto in base alle proprie capacità economiche.  

Mimmo Carola

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