Un allegro ciclista, reso tale per smodata assunzione di alcolici era stato condannato, attraverso due gradi di giudizio, alla pena di due mesi e venti giorni di arresto ed Euro 800,00 di ammenda, in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza alcolica (tasso alcolemico pari a 1,97 e 2,23 g/l) commesso, alla guida della propria bicicletta. Avverso tali esiti punitivi, questi ricorreva in Cassazione. Con la sentenza della Cassazione penale, Sez. IV, n. 4893 depositata il 02-02-2015, la Suprema Corte rigettava il ricorso.

“va disattesa la prospettazione avanzata dal ricorrente in ordine alla pretesa inapplicabilità, della disciplina penalistica della guida in stato di ebbrezza, alla conduzione di veicoli non motorizzati (e segnatamente della bicicletta), essendosi i giudici del merito correttamente allineati al consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (autorevolmente sostenuto dalle sezioni unite di questa corte), secondo cui il reato di guida in stato di ebbrezza ben può essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta, a tal fine rivestendo un ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo usato a interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale; e tanto, al di là della circostanza costituita dall’eventuale concreta inapplicabilità delle sanzioni amministrative accessorie previste per tale reato (come, ad es., della sospensione della patente di guida), in forza del principio generale che esclude l’applicabilità della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (che discenda per legge da illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale) a chi li abbia commessi conducendo veicoli (come una bicicletta) per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione (cfr., ex plurimis, Sez. Un., Sentenza n. 12316 del 30/01/2002, Rv. 221039)”.

La sentenza è, a mio modo di vedere, brillante nella sua capacità di sintesi, non tanto per la conferma della spettanza della pena, quanto per il fatto che escluda in radice che possano esserci effetti amministrativi mediati dal reato sulla patente del conducente.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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