Confesso di non essere un esperto della materia, ma ho la forte, fortissima, sensazione che il nostro Legislatore abbia compiuto una surrettizia operazione di salvataggio di Equitalia, dalle grinfie di Enti concedenti arrabbiati.

La Legge di stabilità 2015 (Rectius: L. 190/2014) ha modificato l’articolo 19 del D.lgs n°112/1999 ed ha completamente riscritto (comma 683, Articolo 1) l’articolo 20 della medesima norma, disciplinante il discarico per inesigibilità dei ruoli.

Tra le modifiche all’articolo 19, colpisce la mia attenzione, la sostituzione del testo del comma 2 lettera c).

Il testo vigente fino a tutto il 2014 era:

“2. Costituiscono causa di perdita del diritto al discarico: … c) la mancata presentazione, entro il terzo anno successivo alla consegna del ruolo, della comunicazione  di  inesigibilità  prevista dal comma 1. Tale comunicazione è soggetta a successiva integrazione se, alla data della sua presentazione, le  procedure  esecutive  sono ancora in corso per causa non imputabile al concessionario;”

Il testo vigente fino dal 1°gennaio 2015 diventa:

“2. Costituiscono causa di perdita del diritto al discarico: … c) la  mancata   presentazione   della comunicazione  di inesigibilità prevista dal comma 1 entro i termini  stabiliti  dalla legge»;”

 

Senza voler approfondire la riscrittura (che pur m’inquieta!) dell’articolo 20 del D.lgs n°112/1999, all’apparenza la modifica sopra trascritta non cambia di molto le carte sul tavolo.

Tuttavia, trattasi di mera apparenza, poiché, a rendere più leggibile l’operazione, subentrano i commi successivi della Legge di Stabilità.

 

Procediamo con ordine:

comma 684, articolo 1, L. 190/2014:

684. Le comunicazioni di inesigibilità relative a  quote  affidate agli agenti della riscossione dal 1º  gennaio  2000  al  31  dicembre 2014, anche da soggetti creditori che  hanno  cessato  o  cessano  di avvalersi delle società del Gruppo Equitalia, sono presentate, per i ruoli consegnati nell’anno 2014, entro il 31  dicembre  2017  e,  per quelli consegnati negli anni precedenti, per  singole  annualità  di consegna partendo dalla piu’ recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo al 2017. Con decreto  del  Ministro  dell’economia  e delle  finanze  sono  regolate  le  modalita’  per  l’erogazione  dei rimborsi all’agente della riscossione, a fronte delle spese di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle  finanze  21 novembre 2000, pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  30  del  6 febbraio  2001,  concernenti  le   procedure   esecutive   effettuate dall’anno 2000 all’anno 2010, da corrispondere in  quote  costanti  e tenuto conto dei tempi di presentazione delle relative  comunicazioni di inesigibilita’”.

Quindi, il termine di Legge per la comunicazione di inesigibilità si sposta avanti nel tempo, in un futuro non prossimo; ciò anche con riguardo a ruolo vecchissimi, posto che la norma fa salvi tutti i ruoli consegnati dal gennaio 2000. Ciò comporta la conseguenza che Equitalia non corre più il rischio di perdere “il diritto al discarico” una volta decorsi tre anni dalla consegna del ruolo per aver omesso la comunicazione di inesigibilità. Tutto salvo, fino al 2017 e ben oltre!

 

Ma c’è di più:

comma 685, articolo 1, L. 190/2014:

685. In deroga a quanto disposto dal  comma  684,  la  restituzione agli agenti della riscossione delle stesse spese, maturate negli anni 2000-2013, per le procedure poste in essere per conto dei comuni,  e’ effettuata a partire dal 30 giugno 2018, in  venti  rate  annuali  di pari importo, con onere a carico del bilancio  dello  Stato.  A  tale fine, fatte salve le anticipazioni eventualmente  ottenute,  l’agente della riscossione presenta,  entro  il  31  marzo  2015,  un’apposita istanza  al  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze.  A  seguito dell’eventuale  diniego  del  discarico,  il  recupero  delle   spese relative  alla  quota  oggetto  di  diniego  e’  effettuato  mediante riversamento delle stesse all’entrata del bilancio dello Stato”.

Quindi, a prescindere da come di completeranno le procedure di comunicazione di inesigibilità in questo futuro non prossimo, in base a quanto disposto dal comma 684, lo Stato comincerà a rifondere, dal 2018, le spese sostenute da Equitalia “per le procedure poste in essere per conto dei comuni”.

 

E la faccenda non si chiude qui:

comma 686, articolo 1, L. 190/2014:

686. Fino alla data di presentazione delle  comunicazioni  previste dal  comma  684,  l’agente  della  riscossione  resta  legittimato  a effettuare la riscossione  delle  somme  non  pagate,  ai  sensi  del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  602, anche per le quote relative ai soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle società del Gruppo Equitalia”.

Mi pare di capire che si è realizzata –implicitamente e sotto spessa cortina fumogena- una parziale ed onerosa (molto, molto onerosa per lo Stato che così liquida Equitalia a caro prezzo) deroga alla annunciata (da quattro anni) cessazione inderogabile della riscossione da parte di Equitalia in relazione alle entrate comunali.

Insomma, le “poste” che Equitalia sta ancora gestendo per conto dei comuni saranno oggetto di ulteriore spremitura, pure se il regime di riscossione delle entrate dei comuni dovrebbe essere cessato. I Comuni così, forse, saranno liberi di organizzarsi diversamente solo per i crediti di futura generazione.

 

Tutto ciò, salvo ulteriori approfondimenti o smentite.

 

Viva Equitalia!

(pardon!!! un lapsus…)

Viva l’Italia!

 

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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