In risposta ad una richiesta di parere del Sindaco del Comune di Macchia d’Isernia in merito alla corretta destinazione da darsi ai proventi derivanti dalla violazione dei limiti di velocità accertati con strumenti elettronici di controllo della velocità, la sezione regionale della Corte dei conti del Molise, con deliberazione n°96/2014, risponde in maniera significativamente positiva sul versante della tutela della sicurezza stradale.

Il comune molisano si domandava, nel dettaglio, se i proventi derivanti dalla misurazione della velocità debbano essere interamente vincolati per l’esecuzione degli interventi previsti dal comma 12-ter dell’art.142 del Cds oppure se essi seguano la disciplina generale dettata dall’art.208, che vincola alle finalità ivi previste la sola quota del 50% dei proventi restando la parte rimanente nella piena disponibilità dell’ente per il finanziamento indistinto delle altre attività.

La Sezione è stata dell’avviso che esiste una differenziazione (che ha evidenti risvolti sul piano del riparto della spesa) tra il vincolo di destinazione derivante dall’art.208 del codice della strada, che riguarda tutti i provvedimenti sanzionatori stradali, e il vincolo di destinazione previsto dall’art.142, comma 12-ter del codice, riferito alla parte dei proventi sanzionatori derivanti dall’accertamento delle sanzioni in materia di limiti di velocità, che si pone in rapporto alla prima quale norma speciale.

La preoccupazione di declinare differenti finalità di orientamento della spesa, oltre che emergente dal dato testuale, meglio risponde all’esigenza di realizzare un reale miglioramento della sicurezza stradale attraverso i controlli sui limiti di velocità, escludendosi il fine di aumentare, anche solo nella misura del 50%, la parte corrente del bilancio di esercizio, come invece ammesso dall’art.208.

Tale interpretazione è confortata anche dal dato testuale di cui al comma 12-bis dell’art. 142, che sottopone non solo gli enti proprietari delle strade su cui altri vanno ad accertare le violazioni, ma anche gli enti da cui dipendono gli accertatori al vincolo di cui al comma 12-ter. Anche il parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti citato nella richiesta di parere, a ben vedere, non contraddice tale esposta interpretazione, facendo riferimento al solo comma 1 dell’art. 208 del codice della strada, relativo alla devoluzione della totalità dei proventi ai vari enti, nel caso di strade in concessione, e non alle percentuali di ripartizione degli stessi (cfr. anche deliberazione n.104/2010/REG della Sez. controllo Toscana e, ex multis, Sez. controllo Piemonte, n.34/2014/PAR, n.37/2010/PAR, n.5/2011/PAR, n.89/2012/PAR, Sez. controllo Lombardia, n.961/2010/PAR, Sez. controllo Abruzzo, n.379/2011/PAR, Sez. controllo Puglia n.131/2011/PAR).

Pino Napolitano

 

P.A.sSiamo

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