ORDINANZA, ART.54 TUEL, CON OBBLIGO A CARICO DI PRIVATI. – l’URGENZA DEVE ESSERE CONCRETA E NON UNA MERA CONSEGUENZA DI SEGNALAZIONE.

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” l’illegittimità dell’ordinanza  di cui all’articolo 54 TUEL  necessità di motivazione adeguata e la sua  adozione non può essere  la mera conseguenza della segnalazione-denuncia presentata da un privato, senza lo svolgimento di una preliminare attività d’indagine da parte dell’ente locale”

Secondo il Tar Campania (Sezione I, sentenza n. 2595/2023) il Sindaco non può imporre al
terzo/proprietario di svolgere analisi tecniche e indagini specializzate al proprietario indagini per accertare il pericolo dell’area, configurandosi come imposizione eccessiva.
Il Sindaco, a norma di legge può emanare ordinanze contingibili ed urgenti per fronteggiare con immediatezza una situazione di natura eccezionale e imprevedibile, oppure una condizione di pericolo concreto di un danno grave e imminente, anche a prescindere dalla circostanza che la situazione emergenziale sia sorta in epoca antecedente all’adozione del provvedimento.
Nelle motivazioni della Sentenza del Tar Campania, che ha annullato l’ordinanza emessa dal
sindaco di un Comune ex articolo 54 del Tuel allo scopo di eliminare il pericolo per la pubblica e privata incolumità derivante da un’area a rischio frana, formata da costoni rocciosi
«presumibilmente instabili» si legge: “non può essere utilizzato per porre a carico del privato
prestazioni consistenti nello svolgimento di impegnative analisi tecniche e complesse indagini
specialistiche destinate a protrarsi nel tempo, con oneri di natura economica rilevanti e privi dei caratteri dell’urgenza e della contingibilità”.
Per eliminare il pericolo, con provvedimento d’urgenza il Sindaco ordinava ai proprietari dell’area interessata: “di incaricare un tecnico qualificato al fine di effettuare uno studio geo-strutturale volto ad accertare la reale stabilità degli ammassi rocciosi e del relativo grado di fratturazione; – di provvedere al taglio degli arbusti ed erbacce per la messa in sicurezza e la bonifica del sito in questione; – di effettuare i lavori necessari all’eliminazione di ogni pericolo per persone o cose,
effettuando la rimozione delle parti eventualmente pericolanti”.
I destinatari della detta ordinanza, in qualità di proprietari dell’area hanno impugnato l’ordinanza del sindaco contestando la sussistenza dei presupposti di contingibilità e urgenza, in quanto la situazione di rischio connessa a possibili distacchi dal costone roccioso era nota già da tempo al Comune, che negli anni precedenti aveva assunto diverse iniziative volte a fronteggiarla. Inoltre i ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità dell’ordinanza per carenza di motivazione e istruttoria, posto che la relativa adozione sarebbe stata la mera conseguenza della segnalazione-denuncia presentata da un privato, senza lo svolgimento di una preliminare attività d’indagine da parte dell’ente locale.
I proprietari hanno anche lamentato l’abnormità e l’incertezza del contenuto prescrittivo, riguardante incarichi progettuali e di studio indefiniti e onerosi, peraltro rientranti nelle attribuzioni istituzionali dell’ente.
Il collegio ha accolto i rilievi e ha censurato il difetto di proporzionalità, di contingibilità e
d’urgenza del provvedimento impugnato: “È certamente vero che «il cedimento della parete
rocciosa che si staglia sulla proprietà dei ricorrenti» costituisce un presupposto di pericolo idoneo a giustificare l’ordinanza d’urgenza, ma è altrettanto vero che l’ordine impartito a terzi di svolgere analisi tecniche e indagini specializzate sull’area interessata si configura quale imposizione eccessiva e disancorata dalle finalità proprie del rimedio extra ordinem considerato”.
I Giudici Amministrativi campani hanno quindi concluso che: «il fenomeno franoso in discussione si è consolidato da diversi anni e il medesimo non può essere fronteggiato se non attraverso un intervento complessivo e radicale che non può essere sostenuto da soggetti privati per il rilevante impegno di spesa e di cognizioni tecniche che esso richiede».

 

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