Obbligatorietà di pubblicazione dei nomi dei vincitori e degli idonei di Concorsi Pubblici.

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Ancora una volta l’Anac ritorna, probabilmente in maniera definitiva, sulla nota vicenda della
necessità di pubblicare gli esiti dei concorsi, indicando nella graduatoria finale i nomi ed i cognomi dei vincitori e degli idonei.
Con la delibera 15 novembre 2023, n. 525, l’Anac scioglie un’annosa questione interpretativa: le precisazioni del Garante della Privacy rese con parere del 23 marzo 2023, secondo cui: “le disposizioni normative che stabiliscono, in generale, la pubblicità dei provvedimenti finali e delle graduatorie nonché degli altri atti riguardanti i concorsi, le prove selettive e le progressioni di carriera e di altri procedimenti che si concludono con la formazione di graduatorie, nonché le altre specifiche forme di conoscibilità di tali atti previste dall’ordinamento, trovano la propria disciplina in disposizioni stratificatesi nel tempo (cfr. art. 7, d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3; art. 15, d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, in particolare, commi 5, 6 e 6-bis; più in generale, sulla pubblicità delle procedure di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni, cfr. art. 35, comma 3, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165).”
Un chiarimento utilissimo: il trattamento dei nomi di vincitori ed idonei è autorizzato direttamente dalla legge, ed obbedisce ai principi di pubblicità ampia da dare agli esiti dei concorsi, procedure che, è bene ricordare, ai sensi dell’articolo 1, comma 16, della legge 190/2012 sono secondo legge considerati ad elevato rischio di corruzione.
E’ pacifico quindi che la trasparenza e la pubblicità sono il principale rimedio contro intenti poco chiari. Quindi, pubblicare graduatorie definitive dei concorsi oscurando i nominativi di vincitori ed idonei è semplicemente un eccesso cagionata dalla sindrome da privacy, che affligge, anche giustificatamente, le amministrazioni, a causa di una normativa certamente non poco caotica e contraddittoria.
Per sgomberare il campo in maniera granitica, sarebbe auspicabile che con nota congiunta, Anac e Garante della privacy producessero un decalogo chiaro e definito di ciò che è possibile e doveroso pubblicare, fornendolo al Legislatore, in modo da risolvere definitivamente alcuni dubbi.

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