Secondo il Consiglio di Stato (Sez. V, 14/03/2019, n. 1684), la “sanzione” consistente nell’ordine di bonifica, decontaminazione e risanamento igienico del sito, ex art. dell’art. 192, comma 3, del D.Lgs. n. 152 del 2006, non può essere direttamente (melius, in modo automatico, secondo il parametro della responsabilità oggettiva) irrogata all’A.N.A.S. senza un previo accertamento ed una coerente affermazione del titolo di responsabilità.

Sostiene il consesso che: “E’ vero che la previsione dell’art. 14 del codice della strada, incentrando nel gestore del servizio stradale tutte le competenze relative alla corretta manutenzione, pulizia e gestione del tratto stradale, con le annesse pertinenze, potrebbe costituire il parametro normativo per l’individuazione del profilo della colpa ai sensi dell’art. 192 del D.Lgs. n. 152 del 2006, ma ciò non può avvenire al di fuori di un accertamento in contraddittorio, non essendo ravvisabile una responsabilità da posizione del proprietario, ovvero, nella specie, del concessionario”.

In buona sostanza, si tratta di un richiamo alla necessaria prova della responsabilità colpevole, o se non altro della sciatteria lungamente perpetuata nell’omissione dei propri doveri.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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