Cons. Stato Sez. V, 16/04/2019, con sentenza n. 2499 rimarca che: “In materia di scadenza dell’autorizzazione ad occupare suolo pubblico, il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso e, dunque, il perseverare nell’occupazione abusiva nonchè l’inerzia serbata dall’amministrazione non sono idonee ad ingenerare nel privato alcuna convinzione della legittimità della propria situazione”.

Nel dettaglio, merita valorizzazione la circostanza che con ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la Puglia – sezione staccata di Lecce la sig.ra B.S. impugnava il provvedimento con cui il Comune di Surbo le aveva ingiunto di rimuovere la struttura mini parco giochi gonfiabile denominata “gomma park”, sito in “zona PIP”, a causa dell’intervenuta scadenza in data 30 giugno 2015 dell’autorizzazione ad occupare suolo pubblico, accertata all’esito del sopralluogo svolto presso la struttura dagli addetti del comando di polizia locale in data 31 gennaio 2017 (ordinanza n. 16 del 7 giugno 2017). Per la sentenza di primo grado l’ordine di rimozione era legittimo a causa della mancanza della presupposta autorizzazione ad esercitare l’attività di mini parco giochi (che secondo il giudice di primo grado costituiva “il prius logico dell’occupazione di suolo pubblico”). Del pari per la rimozione dei giochi gonfiabili ivi installati trovava fondamento nell’art. 36 del Testo unico sull’edilizia D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380); né in relazione al mantenimento degli stessi, inoltre, la ricorrente poteva vantare alcun legittimo affidamento. Per la riforma della sentenza veniva proposto appello.

La sezione V conferma la bontà della decisione del TAR Salentino evidenziando anche che questo riguardo è sufficiente sottolineare che il “lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso” e l’inerzia serbata dall’amministrazione non sono idonee ad ingenerare nel privato alcuna convinzione della legittimità della propria situazione (In questi termini – ed in relazione al caso analogo dell’ordine di demolizione di opere edilizie prive di valido titolo – si è espressa l’Adunanza plenaria di questo Consiglio di Stato (sentenza 17 ottobre 2017, n. 9). Oltre a ciò va ricordato che in tanto può configurarsi un affidamento tutelabile nel rapporto con l’autorità amministrativa in quanto quest’ultima abbia ingenerato nel privato la ragionevole convinzione della legittimità della situazione in cui esso versa, e dunque abbia tenuto un comportamento positivo sulla base del quale tale affidamento possa ragionevolmente inferirsi. Una simile situazione si addice al caso di atti positivi e non anche in quella oggetto del presente giudizio, di pura inerzia o ritardo con cui l’amministrazione stessa abbia esercitato i propri poteri di vigilanza, controllo e autotutela esecutiva, sulla base della quale predicare una sorta di potestà “a tempo”, priva in realtà di base normativa.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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