Sent. n. 1844/2019 TAR PUGLIA

È stato respinto il ricorso presentato al TAR PUGLIA AVVERSO l’ordinanza   emessa dal Comune di Ostuni ai sensi dell’Articolo 31 del D.lgs. 380/2001 relativa alla demolizione di verande di dimensioni ritenute non complementare ed accessorie al fabbricato esistente, e quindi soggette al permesso di costruire. La giurisprudenza ritiene che gli interventi consistenti nella installazione di tettoie o di altre strutture analoghe che siano comunque apposte a parti di preesistenti edifici come strutture accessorie di protezione o di riparo di spazi liberi, cioè non compresi entro coperture volumetriche previste in un progetto assentito, possono ritenersi sottratti al regime della concessione edilizia (oggi permesso di costruire) soltanto ove la loro conformazione e le loro ridotte dimensioni rendono evidente e riconoscibile la loro finalità di arredo o di riparo e protezione (anche da agenti atmosferici) dell’immobile cui accedono; tali strutture non possono viceversa ritenersi installabili senza permesso di costruire allorquando le loro dimensioni sono di entità tale da arrecare una visibile alterazione all’edificio o alle parti dello stesso su cui vengono inserite” (T.A.R. Napoli, Sez. IV, n. 754/2016)» (T.A.R. Puglia – Lecce, Sezione III, 11/03/2019, n. 413), sicché, nella fattispecie concreta, si è – chiaramente – in presenza di opere edilizie (due verande di superficie rispettiva di mq 79 e 32) che, per le non trascurabili dimensioni delle stesse, oltre che per le modalità costruttive, sono tali da arrecare una visibile alterazione all’edificio e non possono ritenersi sottratte al permesso di costruire

Inoltre il giudice ha ribadito il principio della non necessarietà di una motivazione articolata del provvedimento impugnato in quanto i provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi, sono atti dovuti che non abbisognano di particolare motivazione circa la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, posto che l’esercizio del potere repressivo-sanzionatorio risulta sufficientemente giustificato, quanto al presupposto, dalla mera (oggettiva) descrizione delle opere abusivamente realizzate (in carenza del prescritto titolo edilizio) e dalla assoggettabilità di queste ultime al regime del permesso di costruire.

Tar Puglia sentenza 1844-2019

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Giuseppe Capuano

Comandante Polizia Municipale

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