Il Sole 24 ore, gloriosa e storica testata economica italiana, in data 31 luglio ha pubblicato l’articolo allegato, confermando quanto da 10 anni continuo strenuamente a sostenere per i centri urbani: il Sindaco, anche per motivi di sicurezza stradale, può disporre l’installazione di sistemi di controllo automatici di rilevazione della velocità, contestando la violazione dell’art.141 c.d.s in assenza di postazione di controllo umano.

L’articolo cita espressamente le “soluzioni creative” del Comune di Cerignola, prima città per abitanti in provincia di Foggia e terzo comune in Italia per estensione territoriale. In questa città da cinque anni ho l’onere e l’onore di dirigere il corpo di polizia municipale, in una realtà abbastanza impegnativa (ma se non è così… non mi diverto). Il concetto espresso in premessa, ormai consolidato (spero) a livello nazionale nei centri urbani, è stato esteso anche lungo la statale 16 bis, lungo il tratto della quale sono attivi e riconosciuti da decreto prefettizio n.4 rilevatori di velocità di ultima generazione, abilitati a funzionare in h24, che però vengono attivati al funzionamento (e non tutti contemporaneamente) per max n.3 giornate mese (per massimo 8 ore diurne a giornata). La produzione di accertamenti di violazione in materia di velocità è abbastanza significativa. Ciò significa che i comportamenti illeciti sono abbastanza numerosi. Nonostante le continue segnalazioni in Prefettura dell’alto rischio, la Polizia Stradale, sollecitata più volte ad esprimersi su un capillare controllo territoriale in materia di prevenzione sui limiti di velocità, non ha ritenuto nel tempo concedere deroghe alle imposizioni impartite.

Abbiamo pertanto chiesto al Ministero delle infrastrutture e trasporti di esprimere un proprio parere sul nostro modus operandi (e da febbraio nessuna risposta è pervenuta). Dopo aver empiricamente dimostrato  che “le rilevazioni ex art.141 cds, iniziate in data 23/01/2020, esclusivamente su n.2 strumenti di rilevazione automatica, a seguito di informativa trasmessa tra l’altro alla Prefettura di Foggia e alla Polizia Stradale di Foggia con PEC, a tutt’oggi sono in media, per la sola violazione del limite di velocità imposto sul tratto di strada interessato, circa n. 200 giornalieri, la cui metà rientrerebbe, se fosse attivata la rilevazione ex art.142 cds, nelle violazioni ex comma 9 dello stesso articolo.

Tanto conferma l’esigenza indiscutibile di mantenere alto il livello di attenzione su una strada a scorrimento veloce a ridosso del centro cittadino.

Nel sistema complessivo della sicurezza la tecnologia svolge e può svolgere un ruolo molto importante. Lo sviluppo sanzionatorio stimola da parte dell’utente della strada, non solo meramente distratto, una maggiore cautela nella guida dei veicoli e quindi un livello di sicurezza maggiormente garantito”

E il “Sole 24 ore” evidenzia: “Il problema è che la legge 120/2010, nell’ampliare l’elenco delle violazioni accertabili con apparecchi automatici non presidiati da agenti, vi ha inserito anche l’art.141, che concettualmente non richiede un apparecchio…. A Cerignola hanno sfruttato questo errore per tenere accesi gli autovelox anche quando non potrebbero…”

Vien facile a questo punto passare per multaioli allo stato puro, ritenendo le postazioni di controllo automatico, piuttosto che funzionali ad elevare la sicurezza stradale, esclusivamente occasioni di incasso tali da risolvere i problemi di bilancio comunale. Tale considerazione, aberrante nelle viscere della deformazione mentale (a difesa di poveri ed indifesi soggetti che violano le norme del codice della strada in materia di velocità!.. sic!), in realtà ha animato in modo variegato la cultura popolare, disponendo, a partire della legge 168/2002, che gli strumenti automatici per l’accertamento delle violazioni ex artt. 142 (velocità) e 148 (sorpasso) venissero decretati dai Prefetti sui tratti di strada extraurbani sulla base del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano altimetriche e di traffico.

Con il novellato art. 201 comma 1-bis, lett. g)-bis, ai sensi della legge 120/2010, anche la rilevazione automatica dell’art.141cds, fuori dai centri abitati, è condizionata dal decreto prefettizio che si basa sempre sul tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano altimetriche e di traffico (art. 201 comma 1-quater). Appare naturale rilevare che non possano esistere relazioni differenti per lo stesso tratto di strada e soprattutto che l’analisi di pericolosità su un tratto di strada non possa essere limitata all’accertamento di solo due tipologie di comportamenti illeciti, ma estendersi naturalmente a tutti quelli potenzialmente posti in essere, restando però il vincolo del coordinamento alla Polizia Stradale provinciale esclusivamente per le violazioni ex artt. 142 e 148.

Questo è sostanzialmente il buco normativo!…. che provoca incalcolabili disagi:

  • Il potere discrezionale dei Sindaci, comunque responsabili della sicurezza stradale sull’intero territorio comunale, che pongono in essere ogni azione preventiva per evitare “accidents”
  • L’aumento di lavoro, presso le Prefetture in particolare, consequenziale al numero dei ricorsi tentati
  • Una attenzione maggiore da parte degli utenti della strada sui tratti extraurbani (e questo, per taluni, è il disagio maggiore)

I cultori del diritto della circolazione stradale (io mi considero un mero maniscalco) possono sicuramente non condividere le considerazioni espresse, ma altresì non possono non constatare la presenza del “BUCO” e la conseguente necessità di chiarezza. Nel frattempo io mi tengo stretta la “creatività” in attesa di riscontrare, con tutta calma, che forse, con qualche anno di anticipo, ho avuto ragione!

Vai all’articolo  Il sindaco «beffa» il prefetto sul divieto e accende l’autovelox fuori orario

 

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Informazioni sull'autore

Francesco Delvino

Dirigente Polizia Municipale, Giornalista pubblicista, Autore di numerose pubblicazioni edite con Maggioli Editore e Halley Editore, fra cui Codice della strada commentato, annotato con prassi, Manuale di Polizia Locale, Gestione dei corpi di Polizia Locale.

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