Il dolo per il falso per soppressione.

Il delitto di falso per soppressione di un atto pubblico non richiede il dolo specifico, ossia l’intenzione di frustrare o eliminare, in tutto o in parte, l’efficacia probatoria dell’atto o il fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno – richiesto, invece, quando si tratti di scritture private – essendo sufficiente la consapevolezza che, in conseguenza della condotta illecita, l’atto soppresso, occultato o distrutto non sarà in condizione di adempiere alla funzione di prova che gli è propria ovvero la consapevolezza di creare, con la propria condotta, una situazione di pericolo per il normale svolgimento del traffico giuridico (Cass. pen. Sez. V Sent., 13-09-2019, n. 453519).

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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