Legittimazione esclusiva della prefettura nei giudizi di opposizione ex art. 205 CdS

0
131

Legittimazione esclusiva della prefettura nei giudizi di opposizione ex art. 205 CdS.

Vero che il Comune può essere delegato dal prefetto a presidiare la trattazione del giudizio di primo grado, in caso di opposizione avverso le Ordinanze di cui all’art. 204 CdS, quando il Comune stesso sia destinatario dei proventi.

Altrettanto vero che non va confusa “delega” con “legittimazione passiva”, restando quest’ultima sempre ed esclusivamente in capo alla prefettura.

Se servisse a rammentare questo principio la giurisprudenza, allora andiamo a verificare come, perfino recentemente Cass. civ. Sez. II, Ord., 04-09-2020, n. 18493 ha confermato che la legittimazione al giudizio di cui all’art.205 CdS non è configurabile.

In sede di opposizione ad una O.I.P. il G.d.P. si intestardisce nel voler tenere come litisconsorte il Comune insieme alla Prefettura. In appello Il Tribunale ha ritenuto che l’amministrazione comunale, contestando il merito dell’opposizione, avesse assunto la posizione di interventore adesivo dipendente ai sensi dell’art. 105 c.p.c., comma 2 e che detta qualità ne giustificasse la partecipazione al giudizio di appello in veste di litisconsorte necessario, essendo il rapporto processuale divenuto inscindibile. La Cassazione ha però ribadito che, come costantemente affermato, “la legittimazione passiva nel giudizio di opposizione alle sanzioni compete esclusivamente all’amministrazione che abbia adottato il provvedimento impugnato, e, quindi, alla Prefettura per le ordinanze emessa da quest’ultima, non essendo ammissibile evocare in causa altri soggetti, nè essendo consentito l’intervento di terzi (principale o ad adiuvandum), poichè il giudizio verte esclusivamente sulla legittimità dell’esercizio della potestà sanzionatoria”. La Suprema corte ha anche ricordato che “tale intervento (o partecipazione al giudizio) è escluso anche ove effettuato dall’amministrazione a cui favore siano destinate le somme derivanti dalla riscossione della sanzione ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 29, posto che, nell’opposizione all’ordinanza ingiunzione, non si discute anche del credito ad essa spettante (da ultimo, Cass. 8759/2002; Cass. 10300/2002; Cass. 11926/2003; Cass. in senso contrario, Cass. 9152/1995; in generale, per l’ammissibilità dell’intervento di terzi nel giudizio di opposizione: Cass. 3545/1990). L’orientamento restrittivo va confermato anche alla luce dei successivi sviluppi della normativa. Il D.L. n. 151 del 2003, art. 4, comma 1-octies, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 214 del 2003, aveva introdotto del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 205, il comma 3 che prevedeva che “il prefetto, legittimato passivo nel giudizio di opposizione, può delegare la tutela giudiziaria all’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore laddove questa sia anche destinataria dei proventi, secondo quanto stabilito dalli art. 208”. Tale comma era stato abrogato a far data dal 13 ottobre 2010 dalla L. n. 120 del 2010, art. 39, comma 2, che aveva contestualmente conferito un’autonoma legittimazione passive alle amministrazioni destinatarie dei proventi delle sanzioni, disponendo (D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 204 bis, comma 4 bis) – che l’opposizione andava proposta nei confronti del prefetto, quando le violazioni fossero state accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato (nonchè da funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell’ANAS), mentre spettava a regioni, province e comuni, quando le violazioni fossero state accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni o, comunque, quando i relativi proventi fossero ad essi devoluti ai sensi dell’art. 208. La norma non è stata riproposta con l’introduzione del D.Lgs. n. 150 del 2001, art. 6, che, per contro, presenta una formulazione analoga a quella del D.L. n. 151 del 2003, art. 4, comma 1-octies, avendo confermato la legittimazione passiva del Prefetto, per i provvedimenti di sua competenza, ma avendo soppresso la legittimazione passiva del Comune, quale ente destinatario delle entrate delle sanzioni, fatta salva la sola facoltà di delega”.

Il Comune non poteva quindi partecipare al giudizio di primo grado in proprio, nè poteva essere considerato parte necessaria di quello di appello, tanto più che la Prefettura si era già costituita in entrambi i gradi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui