LE BARRIERE DI CONTENIMENTO SULLE STRADE: LE TIPOLOGIE, LA SCELTA E LA NORMATIVA

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Le barriere di contenimento, comunemente chiamate in inglese guardrail, sono installati sulle strade e hanno la funzione primaria di garantire la sicurezza stradale, per i veicoli che durante la marcia si allontanano dalla carreggiata per sbandamenti o sinistri, quindi questi dispositivi posizionati ai margini della carreggiata agiscono come barriere protettive.

I guardrail sono di diversi formati i più comuni sono quelli a singola onda, doppia onda ed in alcune zone possiamo trovare anche quelli a tripla onda che oltre alla funzione di contenimento dei veicolo rivestono la funzione anche di barriera anti-rumore. Essi vengono classificati in base al loro utilizzo in:

  • barriere centrali di spartitraffico
  • barriere per bordo stradale
  • barriere per opere
  • barriere per punti singolari

Oltre a questa prima classificazione le barriere di contenimento sono caratterizzati soprattutto in base al livello di contenimento Lc, che viene calcolato con la formula Lc= ½ M (v senx)^2, dove M rappresenta la massa del veicolo, v la velocità e x l’angolo di impatto.

Un altro indice importante per la caratterizzazione dei guardrail è l’indice di severità dell’accelerazione ASI, ovvero la severità dell’urto sui passeggeri che si trovano a bordo del veicolo con le cinture di sicurezza allacciate al momento dell’impatto, tale indice in Italia viene calcolato sperimentalmente con le prove di “crash test” presso il campo prove di AISICO situato ad Anagni.

In base a queste due ulteriori classificazioni i guardrail sono classificati in:

  • classe normale N con ASI compreso tra 50 e 150 kNm
  • classe alta H con ASI compreso tra 150 e 300 KNm
  • classe molto alta A con ASI compreso tra 300 e 1000 KNm
  • classe bassa Z con ASI compreso tra 15 e 50 Knm

Come viene fatta la loro scelta?

La scelta della tipologia di barriera di protezione da installare è dettata dal DM 21/06/2004, più volte aggiornato, nello specifico attraverso le istruzioni tecniche allegate al decreto si può apprendere che la loro scelta viene fatta in base alla tipologia di strada su cui saranno allocati, la percentuale di mezzi pesanti che la percorrono e le correnti di traffico giornaliere presenti.

Oltre al DM appena citato il 2367/2004 negli anni in Italia ci sono state diverse modifiche ed integrazioni a riguardo, ma tuttavia questi decreti sono stati tutti superati con l’emanazione del regolamento europeo UE 305/2011 che ha stabilito condizioni armonizzate per tutti i paesi membri.

Cosa succede se la PA viola le norme?

Le Pubbliche amministrazioni in caso di violazione delle norme prescrittive hanno “colpa specifica”,invece in caso sia violata una norma di comune prudenza ha “colpa generica”. Il rispetto delle prime non esclude la violazione delle seconde, infatti la PA ha sempre il dovere di valutare in concreto se una determinata strada possa costituire un rischio per la sicurezza degli utenti ed in base a questa analisi fare delle scelte mirate ed oculate.

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