La valutazione dei requisiti fisici per la guida dei veicoli è manifestazione di discrezionalità tecnica.

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La valutazione dei requisiti fisici per la guida dei veicoli è manifestazione di discrezionalità tecnica.

Una persona ha impugnato il certificato medico rilasciato dalla commissione medica locale con cui è stato giudicato non idoneo alla guida di veicoli per tutte le categorie di patente di guida a motivo di un problema di visus consistente in un nistagmo pendolare orizzontale.

Andiamo a vedere cosa ha deciso, sul punto, il T.A.R. Lazio Roma Sez. III, con Sentenza 27-09-2021, n. 9941.

Secondo il Collegio, le valutazioni tecniche della Commissione medica locale e dell’Unità sanitaria territoriale di Rete ferroviaria italiana per la verifica dei requisiti psichici e fisici per l’abilitazione alla guida, per consolidata giurisprudenza, sono espressione di discrezionalità tecnica, che assume a base le cognizioni della scienza medica e specialistica. Giudizio che in quanto tale, sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, ammesso soltanto per le ipotesi di inattendibilità, irragionevolezza o vizi logici degli atti impugnati (Consiglio di Stato, sez. I, del 19.12.2012, n. 5288; Cons. Stato, sez. I, 9.1.2013, n. 1948; Tar Puglia, Lecce, sez. I, 7.7.2010, n. 1667; Tar Lazio, sez. Ili, n. 4472/2017). Per cui, “Le determinazioni assunte in occasione dell’accertamento del possesso dei requisiti di idoneità fisica richiesti dal Codice della Strada al titolare della patente di guida costituiscono tipica espressione di discrezionalità tecnica e sono, pertanto, sindacabili dal giudice amministrativo nei limiti in cui sussistono elementi idonei ad evidenziarne uno sviamento logico o un errore di fatto.” (T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III, 15 maggio 2013, n. 4864).

In definitiva, al lume di quanto considerato il ricorso è stato ritenuto infondato ed è stato respinto.

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