La revoca della licenza 88 TULPS: non si può scaricare su altri l’istruttoria.

Interessante, per taluni aspetti innovativi in punto di rapporti tra pubbliche amministrazioni legate dallo stesso procedimento, è la sentenza del TAR Toscana n°162 del 1 febbraio 2019, che ha avuto ad oggetto la revoca di una licenza (artt. 88 e 110 TULPS) per esercizio di VLT, da parte della Questura, fondata sulla segnalazione della Polizia Municipale inerente il mancato rispetto della distanza di “riguardo”, imposte dalla L.R. Toscana 57/2013, rispetto a luoghi sensibili.

La revoca nasce da una sorta di “equivoco procedurale” che ha avuto riguardo anche alla misurazione della distanza da una chiesa di confessione cattolica, in un primo momento superiore a 500 metri e, in una seconda misurazione, pari a 460 metri.

Il thema decidendum s’incentrava, pertanto, sulla legittimità dell’annullamento in autotutela della licenza, ax art. 21 nonies della L. 241/1990, in relazione all’istruttoria condotta in maniera contraddittoria o incompleta.

La pronuncia di accoglimento del ricorso sì fondata oltre che sulla circostanza che la chiesa in questione non fosse attiva per il culto, anche sul fatto che la decisione della Questura è stata considerata latentemente arrogante, in quanto il provvedimento è stato adottato: prima che l’istruttoria fosse conclusa; senza un’adeguata motivazione; creando una sorta di silenzio rifiuto non previsto per legge.

Ne è derivata la soccombenza, con aggravio delle spese di lite.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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