L’uso illegittimo di un contrassegno invalidi torna ad essere oggetto di una pronuncia della Corte di Cassazione.

Il fatto, questa volta, riguarda un soggetto che ha circolato alla guida di un’autovettura munita di un falso certificato di autorizzazione al transito ed al parcheggio libero nelle aree riservate agli invalidi emesso da un Comune a favore di altra persona, già deceduta.

Il tagliando rinvenuto in possesso del conducente non era altro che la copia fotostatica dell’originale, priva di alterazione rispetto al documento autentico

Per tale condotta, il conducente è stato denunciato per i reati di tentata truffa aggravata (articolo 640, codice penale), e ricettazione (articolo 648, codice penale).

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.47129, del 14 novembre scorso, ha statuito che“integra il reato di falsità materiale del privato in autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 cod. pen.) la riproduzione fotostatica del permesso di parcheggio riservato agli invalidi, a nulla rilevando l’assenza del timbro a secco e, comunque, dell’attestazione di autenticità, la quale non incide sulla rilevanza penale del falso allorché, come nella specie, il documento abbia l’apparenza e sia utilizzato come originale, considerata anche la notevole sofisticazione raggiunta dai macchinari utilizzati, capaci di formare copie fedeli all’originale, come tali idonee a consentire un uso atto a trarre in inganno la pubblica fede”.

 

Inoltre, in riferimento al fatto che l’imputato sia stato trovato in possesso di documento falso formalmente intestato a diverso soggetto e non più in uso alla stesso in quanto deceduto, la Suprema Corte, in ottemperanza ad un consolidato principio giurisprudenziale, ha precisato che “ai fini della configurabilità dei delitto di ricettazione, la mancata giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza della illecita provenienza”.

Oltre alla denuncia per il reato di ricettazione, e il sequestro probatorio, a norma dell’articolo 354, c.p.p. del permesso fotocopiato, si rammentano le sanzioni previste dal codice della strada a carico del conducente: in tale circostanza si applica l’articolo 188, codice della strada.

Il comma 4 sanziona chiunque usufruisce delle apposite strutture mantenute dagli enti proprietari della strada, per consentire ed agevolare la mobilità, la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio di persone invalide, senza avere l’autorizzazione prescritta o facendone un uso improprio, con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 84,00 ad Euro 335,00.

Si rammenta inoltre la sanzione prevista dall’articolo 158, comma 2, lettera g), codice della strada.

di Marco Massavelli

 

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