Sembra uno slogan di una catena commerciale di ottica, ma così non è, anzi, è un’amara falla nella sicurezza stradale.

 Non mi dilungo nella trattazione delle fonti codicistiche e regolamentari disciplinanti la guida con lenti, brevemente il rimando è agli articoli 322 del regolamento e 119 del codice, quali norme sostanziali, ed all’articolo 173, quale norma di comportamento integrante l’impianto sanzionatorio.

 Uno dei problemi scaturisce dall’articolo 192 “Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti” quale fonte prima riportante gli obblighi che gli utenti della strada hanno nei confronti di coloro che esercitano funzioni di polizia stradale, ma ugualmente solido scoglio al quale gli operatori possono ancorare gli ordini di ispezionare i veicoli e, per quanto in trattazione, di non proseguire la marcia per non “…determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza…”.

Da una rapida lettura del comma terzo dell’articolo 192 emerge subito che gli ordini di non proseguire la marcia possono essere impartiti agli utenti solo nei casi in cui il veicolo, da loro condotto, non risponda a criteri di sicurezza per la circolazione, quali l’inefficienza degli pneumatici, dei dispositivi di illuminazione o per la mancanza di mezzi antisdrucciolevoli. In presenza di dette condizioni, quindi carenze veicolari, l’operatore su strada deve e può intervenire con gli strumenti codicistici del comma terzo sospendendolo temporaneamente dalla circolazione al fine di tutelare la sicurezza stradale; ma ora arrivano i problemi:

Domanda: in caso di sottoposizione a controllo di un conducente che guida senza far uso, poiché non al seguito, dei prescritti occhiali da vista, l’operatore di polizia come si comporta?

Risposta: applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma terzo dell’articolo 173 ed augura buon viaggio al cieco conducente! E’ proprio così, non è uno scherzo!

L’articolo 173 non prevede l’applicazione di misure sospensive della circolazione, né può intervenire in soccorso l’articolo 192 che prevede tali misure, ma solo per inefficienze “veicolari”, né è possibile storpiare, piegandolo alla necessità, l’articolo 115[1], il tutto nel pieno rispetto dei principi fondamentali della certezza del diritto.

In tal caso, a parare di chi scrive, le soluzioni possono essere sostanzialmente due:

–    la prima riposa nel buonsenso che ogni operatore di polizia dovrebbe possedere e nella sua capacità di far comprendere all’utente il serio pericolo insito nel proseguire la marcia in condizioni di ridottissima capacità visiva.

–    la seconda si ritrova nella cortese fermezza dell’operatore di polizia e nella sua abilità di persuadere il conducente a non proseguire la marcia pena l’applicazione di tante sanzioni per quante volte si ripone alla guida del veicolo… praticamente infinite!

 In quest’ultimo caso, qualora il conducente si ostinasse a voler proseguire la marcia, troverebbe certa ispirazione il seguito del divertentissimo film degli anni ’80 Non guardarmi, non ti sentocon copioni improvvisati e scenografie arrangiate, ma risate assicurate!!!

Francesco Bartoli

 

 



[1] Tra le cause di inidoneità alla guida vi ricadono una moltitudine di fattori tanto di natura fisica (un forte stato febbrile o l’ingessatura di un arto, …), che psichica (forte alterazione dovuta a delirio o crisi epilettiche, …) e tutti soggetti alla sanzione amministrativa pecuniaria ed a quella accessoria del fermo. In buona sostanza, il conducente, che momentaneamente rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale viene interdetto alla guida.

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