Diniego autorizzazione per attività di somministrazione –  Legittimo se posto a tutela dei centri storici   da una trasformazione  che comporta   una “commercializzazione esasperata”.- Il Consiglio di Stato ribalta una sentenza del TAR LAZIO (n. 06721/2013) .

Il principio  è stato affermato dal consiglio di Stato con sentenza del 17 luglio 2014. Il giudice di primo grado aveva annullato il provvedimento di diniego di un’autorizzazione commerciale ritenendo che il regolamento del Comune di Roma se pur non prevedesse il rilascio dell’autorizzazione non era stato adeguato alla intervenuta normativa cosi detta “ Salva Italia”     (D.L. n. 201/2011, con legge n. 214/2011) e “Cresci Italia” (D.L. n. 1/2012, convertito con legge n. 14/2012).

 

Orbene il Consiglio di Stato ha sostenuto  che il Comune  sebbene non abbia adeguato il regolamento comunale (n. 35/2010),  lo ha ritenuto conforme  ai principi nazionali e comunitari posti a tutela della concorrenza e dell’iniziativa economica in quanto effettivamente non   vi sono  differenze sostanziali di contenuto, è l’oggetto della tutela è comune a tutte le normative susseguitesi sia esse  nazionali o comunitarie, a far tempo dal D.L. n. 223/2006, dalla direttiva 2006/123/CE e dalla relativa legge di recepimento (decreto legislativo n. 59/2010). La tutela è e rimane la  salvaguardia del patrimonio ambientale, storico – artistico e culturale del Paese, rispetto ai quali la libertà di concorrenza, cui tende la liberalizzazione delle attività commerciali, può subire limitazioni nell’ambito di una programmazione volta a contemperare i bisogni delle imprese commerciali, ivi compresi i pubblici esercizi, con le esigenze di sostenibilità ambientale e con la salvaguardia dei valori storico – artistici del contesto del territorio di riferimento.

Consiglio di Stato, Sez. II Sent.  n. 3802 del 17 luglio 2014

 

Giuseppe Capuano

 

P.A.sSiamo

 

Condividi.

Informazioni sull'autore

Invia una risposta