Anche l’Ordinanza Ingiunzione non deve essere sottoscritta di pugno dal Prefetto.

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Anche l’Ordinanza Ingiunzione non deve essere sottoscritta di pugno dal Prefetto.

Nulla di nuovo sotto il sole, salvo il fatto che i motivi di ricorso sono sempre gli stessi e che i Giudici devono ammaestrare questa ridondanza.

Nei corso del giudizio di merito viene eccepito che ci fosse il difetto di sottoscrizione di un’ordinanza ingiunzione; anche il giudice di pace aveva osservato come “la mancanza di firma non vale quale “requisito di esistenza giuridica degli atti amministrativi, quanto meno quando i dati esplicitati nello stesso contesto documentativo dell’atto consentano di accertare la sicura attribuibilità dello stesso a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive”, osservando che la Prefettura di Genova, dovendo pronunciare numerosissime ordinanze di contenuto omogeneo, aveva incaricato il Centro elaborazione dati del Comune di Genova, fornendo lo schema dei provvedimenti con i dati specifici e facendo apporre in calce alle singole ordinanze un facsimile a stampa della firma del funzionario delegato”.

La ordinanza Cass. civ. Sez. II, 04-09-2020, n. 18493 ribadisce che “ l’ordinanza ingiunzione è stata redatta con sistemi meccanizzati e la firma del dirigente è stata sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo di quest’ultimo, ai sensi del D.Lgs. n. 39 del 1993, art. 3. La legittimità delle modalità di sottoscrizione e il riscontro della riferibilità dell’atto all’amministrazione che ha irrogato la sanzione trovava fondamento della disciplina di settore e, specificamente, nell’art. 383 C.d.S., comma 4 e art. 385 reg. esec. att. C.d.S., commi 3 e 4, nonchè nel D.Lgs. n. 39 del 1933, art. 3, comma 2, secondo il quale nella redazione di atti amministrativi, la firma autografa è sostituita, a tutti gli effetti, dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile dell’atto. E’ in tal modo garantita la sicura attribuibilità dell’atto al soggetto che, secondo le norme positive, deve esserne l’autore, a prescindere dalla sottoscrizione autografa, non avendo, dunque, alcun rilievo le ulteriori formalità indicate dal ricorrente (Cass. 8269/2010; Cass. 17573/2207; Cass. 21918/2006; Cass. 3122/2002; Cass. 10012/2002; Cass. 2080/2003; Cass. 1752/2006; Cass. 19780/2206; Cass. 1923/1996)”.

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