L’annotazione obbligatoria del guidatore non proprietario del veicolo, attivata da una circolare del Ministero, riceve il suo secondo niet. Stavolta è il parere del Consiglio di Stato, profilando anche l’ipotesi di illegittimità della stessa circolare, a bocciare il ricorso dei dicasteri di Trasporti e Interno, che si erano opposti alla sospensiva del TAR del Lazio. Le aziende di autonoleggio, mobilitate contro la norma poco chiara e lesiva per l’intero settore, trovano ora anche il consenso della consulta, chiamata ad esprimersi sulla regolarità degli atti amministrativi dei ministeri. La questione però è soltanto rimandata alla prossima udienza. Facciamo un passo indietro per i lettori che non hanno seguito la vicenda fin dal principio. Nel mese di ottobre scorso rimbalza la notizia sul web che manda nel panico gran parte degli automobilisti, intestatari di un veicolo messo a disposizione di moglie e figli. La multa di 705 euro irrogata a chi non comunica alla Motorizzazione il vero conducente, si rivela una bufala, ma come abbiamo chiarito ha anche un fondo di verità. La norma, resa operativa con la circolare ministeriale del 10 luglio 2014 però vale solo se il veicolo è guidato per un periodo superiore ai 30 giorni dal conducente che ha in uso l’auto e solo per le persone che non siano familiari conviventi dell’intestatario. Questo significa che sono esonerate le famiglie che condividono un solo veicolo mentre coinvolge le aziende e i propri dipendenti, le società di noleggio e i loro clienti che dal 3 novembre 2014 devono attenersi alla procedura di intestazione temporanea. In concreto un talloncino, inviato dalla Motorizzazione, da attaccare sulla carta di circolazione con i dati del conducente dietro il pagamento, tra diritti Motorizzazione e imposta di bollo, di 25 euro. Subito si concretizza il primo flash mob delle aziende di autonoleggio che temono di finire sul lastrico. Infatti fin dall’inizio si era capito che nel caso in cui il veicolo fosse a noleggio, la comunicazione doveva essere inviata a cura della società di noleggio. Finché, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, accoglie il ricorso delle aziende specializzate e sospende l’annotazione del libretto ed esonera gli autonoleggi, fino all’udienza di merito del prossimo 28 maggio 2015. Intanto però anche il Consiglio di Stato è intervenuto sulla rocambolesca vicenda che vede ancora una volta un ministero contro un tribunale. Il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno sospendere, per la parte relativa alle attività di locazione veicoli, l’efficacia della Circolare che (in relazione alla legge n. 120 del 2010) stabiliva anche per le attività di noleggio l’obbligo di registrazione all’Archivio Nazionale dei Veicoli per gli utilizzatori di auto per oltre 30 giorni”. Inoltre il Consiglio di Stato “ha voluto sottoporre all’attenzione del TAR l’opportunità di approfondire, in particolare, possibili aspetti di illegittimità della Circolare del MIT impugnata anche per violazione dell’articolo 17 della Legge n. 400/1988 (la normativa istitutiva della delegificazione), ovvero per un possibile superamento dei poteri di delega legislativa della Circolare ministeriale stessa, che dovrebbe invece limitarsi a obiettivi di chiarimento e di funzionamento operativo.”

Vogliamo ricordare che l’annotazione dell’utilizzatore si è resa necessaria per individuare i reali responsabili di infrazioni al Codice della Strada che, ricorrendo al pagamento della multa di 280 euro, salvano i punti della patente (violazione art. 126-bis CdS). Ed allora si tratta di individuare a costo zero le migliori soluzioni per una maggiore responsabilizzazione e sicurezza nella circolazione stradale e per l’emersione di situazioni non trasparenti o contrarie all’ordinamento. In tale ottica, i lavori in corso per la revisione del Codice della Strada potrebbero essere un’occasione preziosa.

Mimmo Carola

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