Per chi abbia letto qualche mio scritto, non apparirà un fatto nuovo scoprire che sono un profondo sostenitore della necessità che gli operatori di Polizia Stradale (quale che sia l’organo o l’ente di appartenenza), non trascurino di accertare e contestare, anche nelle fasi dinamiche della circolazione (quindi non solo a seguito del rilievo di un sinistro stradale), le violazioni all’articoli 141 del codice della strada, in materia di “velocità non adeguata”. Questa norma valorizza il ruolo del predetto operatore come tutore effettivo della sicurezza stradale e avvicina (sebbene in fase di contestazione) all’utente, creando anche un efficace rapporto rieducativo.

Tutto ciò sostengo a patto e condizione che la condotta illecita sia stata vista e -per l’effetto- valutata come non adeguata sulla base di coordinate empiriche ragionevoli; posto che su questa ragionevolezza, in caso di opposizione, il giudice potrà sindacare la fondatezza della pretesa sanzionatoria della P.A. Qui va, difatti, rimarcato, che gli elementi costitutivi dell’esistenza dell’illecito vanno provati dall’Amministrazione e che ancora esiste (Cfr: art. 7 D.Lgs 150/2011) l’annullamento del verbale per mancato raggiungimento della prova della responsabilità.

Il titolo di questo breve scritto è comunque pertinente in quanto, nel caso valorizzato dalla sentenza del Giudice di Pace di Cagliari n°1299 del 3 gennaio 2016, l’agente accertatore (non riferirò di quale forza di polizia per non esporre l’istituzione al ludibrio che merita il singolo accertatore, nel caso specifico), nel giudizio di opposizione ad un verbale da lui contestato per violazione all’articolo 141 CdS, ha dovuto dichiarare il vero, affermando che il veicolo sanzionato non lo aveva visto procedere a velocità non adeguata, ma aveva dedotto, ad orecchio, sentendo i giri del motore del veicolo in avvicinamento, che presumibilmente stesse correndo.

Il percorso esegetico del Giudice non fa una grinza. Insomma, non è vero che i Giudici di pace sono propensi ad annullare i verbali di cui all’art. 141 CDS; è vero solo che -nella maggior parte dei casi- chi accerta la violazione, lo fa in maniera molto, ma molto superficiale.

La sentenza è allegata, per chi volesse leggerla.

sentenza GDP Cagliari su Art. 141

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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