I Giudici della quarta sezione penale della Corte Suprema di Cassazione con la sentenza n. 54032 del 3 dicembre 2018 hanno confermato la condanna ad un ciclista per guida in stato di ebbrezza, ma ritengono che non vada applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.

IL CASO

Viene contestato ad un ciclista la circolazione con una bicicletta mentre era in stato di ebbrezza. Avverso il verbale di contestazione il ciclista propone ricorso davanti al Tribunale di Brescia che, con sentenza di patteggiamento, gli applica la pena di giustizia per il reato di cui all’art. 186, comma secondo, lett. b) e 2-bis del codice della strada e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per la durata di un anno. Anche avverso tale decisione il ciclista propone ricorso per cassazione lamentando violazione ed erronea applicazione di legge in relazione all’art. 186, in quanto il giudicante avrebbe disposto l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida nonostante la violazione fosse stata commessa alla guida di una bicicletta mezzo per la cui conduzione non è previsto il rilascio di alcuna abilitazione di guida.

LA DECISIONE

Gli Ermellini ritengono il ricorso fondato e lo accolgono in quanto il reato di guida in stato di ebbrezza può concretizzarsi anche circolando in bicicletta, in considerazione della concreta idoneità del mezzo usato ad interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale. Tuttavia costituisce orientamento consolidato di questa Corte quello secondo cui la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicabile in relazione a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, non possa essere disposta nei confronti di chi si sia posto alla guida di un veicolo per cui non è richiesta alcuna abilitazione, come una bicicletta. Nel caso de quo poiché il fatto è stato commesso alla guida di tale mezzo, per il quale non è richiesto alcun titolo abilitativo, il giudice del Tribunale ha erroneamente applicato la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida. Ergo provvedimento consequenziale all’accoglimento del ricorso è quello di annullare, senza rinvio, ex art. 620, primo comma, lett. l) codice di procedura penale la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida che consente di adottare i provvedimenti necessari quando sia ritenuto superfluo il rinvio

Corte di Cassazione, sezione IV Penale, sentenza n. 54032 del 3 dicembre 2018

Motivi della decisione

  1. I difensori di fiducia di********propongono ricorso per Cassazione avverso la sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale di Brescia in data 21/2/2018 nei confronti del ricorrente, con cui è stata applicata la pena di giustizia per il reato di cui all’art. 186,comma secondo, lett. b) e 2-bis del codice della strada con sospensione della patente di guida per la durata di anni uno.

Al ******* era contestato di aver circolato a bordo di una bicicletta in stato di ebbrezza.

Il ricorrente lamenta violazione ed erronea applicazione di legge in relazione all’art. 186, cod. strada, avendo il Tribunale disposto l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, nonostante che il fatto sia stato commesso alla guida di una bicicletta, mezzo per il quale non è previsto il rilascio di alcuna abilitazione.

Il Procuratore generale con requisitoria scritta ha concluso per l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente alla statuizione concernente la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Deve premettersi che il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso anche mediante la conduzione di una bicicletta, in ragione della concreta idoneità del mezzo usato ad interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale. (così Sez. 4, n. 4893 del 22/01/2015, Riv. 262838).

Costituisce tuttavia orientamento consolidato di questa Corte quello secondo cui la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicabile in relazione a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, non possa essere disposta nei confronti di chi si sia posto alla guida di un veicolo per cui non è richiesta alcuna abilitazione, come un velocipide. (così Sez. 4, n. 19413 del 29/03/2013, Cologna , Riv. 255081; conforme Sez. $ n. 20364 dell’11/1/2017 n.m.) Nel caso in esame, poiché il fatto è stato commesso alla guida di una bicicletta , per la quale non è richiesto alcun titolo abilitativo, il Giudice ha erroneamente applicato la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida.

2.Per le ragioni che precedono la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio limitatamente alla statuizione concernente la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. La Corte di Cassazione può provvedere direttamente alla sua eliminazione, in forza dell’art. 620, comma 1, lett. l) cod. proc. pen. che consente di adottare i provvedimenti necessari ove sia superfluo il rinvio.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione concernente la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, statuizione che elimina.

 

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Mimmo Carola

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