Il Codice della Strada non dispone nulla circa una durata determinata per la proiezione delle segnalazioni semaforiche luminose: così ha stabilito il Tribunale di Bologna, con la sentenza n. 927 del 2017.

Su tale decisione si è, successivamente, espressa la Corte di Cassazione, con la sentenza 11 gennaio 2019, n. 567.

Ma veniamo ai fatti: nel 2011, la conducente di un autoveicolo veniva sanzionata per la violazione dell’articolo 146, comma 3, codice della strada, in riferimento all’articolo 41, per aver attraversato una intersezione con il semaforo proiettante luce rossa. L’accertamento avveniva attraverso apparecchiatura elettronica.

La conducente proponeva opposizione, sostenendo che la durata di proiezione della luce semaforica gialla fosse stata di tale brevità da non consentire l’arresto in sicurezza del veicolo all’apparire della luce rossa.

Sia il giudice di pace, sia il Tribunale, in sede di appello, rigettavano il ricorso.

In Cassazione, la ricorrente sosteneva l’inadeguatezza della durata semaforica gialla, in quanto sarebbe stato onere del Comune dimostrare che il tempio di permanenza del semaforo giallo era stato adeguato; su tale fodamento, la ricorrente sosteneva anche il presunto irregolare funzionamento del semaforo nel periodo durante il quale veniva riscontrata l’infrazione oggetto di contestazione.

La Corte di Cassazione, sulla scorta del cronometraggio effettuato dagli organi della Polizia Municipale asseriva che la durata della luce gialla sarebbe risultata adeguata ai sensi della Risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 2007; inoltre, il regolare funzionamento del semaforo e del sistema di segnalazione luminosa era dimostrato dal certificato di omologazione ed dal verbale di collaudo e di verifica annuale.

Inoltre, dal primo dei tre fotogrammi costituenti il compendio fotografico, scattati dall’apparecchiatura elettronica per il rilevamento del passaggio con semaforo rosso, da cui era scaturita la violazione oggetto del ricorso, risultava come la luce rossa del semaforo era già scattata ancor prima che il veicolo attraversasse la linea semaforica. Considerato, inoltre, che la luce rossa era stata preceduta anche dalla luce gialla in corrispondenza della quale il conducente è tenuto a rallentare e a predisporre il veicolo all’arresto deve ritenersi che il conducente abbia avuto il tempo necessario per effettuare l’arresto del veicolo in sicurezza.

Per questo motivo, la Corte di Cassazione confermava la violazione così come contestata.

Condividi.

Informazioni sull'autore

Marco Massavelli

Ufficiale Settore Operativo Polizia Municipale Rivoli (TO)) docente scuola Polizia Locale – Regione Piemonte nelle seguenti materie:  Diritto della circolazione stradale  Infortunistica stradale  Contraffazione documenti

Invia una risposta