Il  Trattamento Sanitario Obbligatorio, venuto alla ribalta in questi per tragici fatti di cronaca, che hanno coinvolto operatori di polizia municipale, e oggetto di varie critiche per la mancanza di certezza operativa, e di cui si è trattato anche al Convegno di Salerno del 22 e 23 ottobre uu.ss., come è noto, trova la sua scarna disciplina normativa nella Legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante “Istituzione del servizio sanitario nazionale”, agli articoli 33, 34 e 35.

In questa occasione vogliamo soffermarci, però, su un aspetto particolare, che esula dalla stretta operatività della polizia municipale: è il caso in cui il TSO non venga convalidato dal Giudice Tutelare….sembra assurdo, ma a volte capita.

Attore fondamentale del procedimento di TSO è, come sappiamo, il Sindaco, il quale è chiamato dalla legge a emettere un atto, una ordinanza, con la quale dispone il trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera: il Sindaco, quindi, ha una importante responsabilità, perché se il TSO deve essere attuato oppure no, dipende dalla sua decisione.

E il Sindaco, nell’adottare l’ordinanza, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, in quanto per prassi i Sindaci firmano ordinanze “al buio”, senza neanche conoscere la situazione che è stata accertata), vagliare attentamente quanto indicato dal primo medico nella proposta di TSO, e quanto confermato dal secondo medico, nella convalida: solo così il Sindaco potrebbe avere tutti gli elementi indispensabili per stabilire se ordinare il TSO oppure no.

E per dare seguito ad un TSO, quali sono le condizioni che dovrebbero (altro condizionale d’obbligo, in quanto spesso tali elementi mancano) essere accertate dai medici che fanno la proposta e la convalida?

Anche qui, dobbiamo rifarci al disposto normativo: innanzitutto, è necessario, ai fini del nostro approfondimento, sottolineare come sia previsto chiaramente che la proposta deve essere motivata. E quali sono i motivi che legittimano la procedura?

Per il trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale in condizioni di degenza ospedaliera:

  • devono esistere alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici,
  • gli stessi interventi non devono essere accettati dall’infermo,
  • non vi devono essere le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere.

In presenza di tali fattori, ben specificati nelle motivazioni della proposta, e ribaditi dalla convalida, dei due medici, il Sindaco non può non adottare l’ordinanza.

Ma i suddetti fattori devono essere presenti e indicati chiaramente negli atti da parte dei medici.

L’ordinanza sindacale, come è noto, deve passare il vaglio giurisdizionale da parte del Giudice Tutelare, territorialmente competente.

Il giudice tutelare, assunte le informazioni e disposti gli eventuali accertamenti, provvede con decreto motivato a convalidare o non convalidare il provvedimento e ne dà comunicazione al sindaco.

In caso di mancata convalida il sindaco dispone la cessazione del trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera.

Quali condizioni determinato la non convalida del provvedimento da parte del giudice?

Si vuole prendere spunto da un caso reale, trattato dal Giudice Tutelare del Tribunale di Salerno, il quale non ha convalidato l’ordinanza di TSO.

Il giudice non convalida quando nell’ordinanza adottata dal Sindaco, sulla base di quanto descritto nella proposta motivata e nella convalida, non risultino elementi descrittivi sufficienti della malattia accertata né della pericolosità del soggetto.

Solo se la struttura sanitaria, che abbia in cura il paziente, accertasse la malattia e la sua effettiva pericolosità, allora, la Pubblica Amministrazione (si legga, il Sindaco), potrà richiedere un nuovo TSO.

Tanto valga, per porre l’attenzione degli operatori (della Polizia Municipale, e del Comune) chiamati in causa nella procedura di TSO, su un atto, l’ordinanza sindacale, che spesso viene redatta su moduli pre-stampati, senza prestare alcuna attenzione a quanto viene scritto: è fondamentale che l’ordinanza contenga tutti gli elementi indispensabili per poter permettere al giudice di convalidare la procedura, e quindi l’atto dovrà indicare dettagliatamente i motivi per i quali, nei confronti di quel soggetto, è stato richiesto, da due medici, un TSO.

 

di Marco Massavelli

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Informazioni sull'autore

Marco Massavelli

Ufficiale Settore Operativo Polizia Municipale Rivoli (TO))

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