La voglia spasmodica di trovare attraverso il mezzo dell’Ordinanza contingibile e urgente per risoluzione di problemi che ben potrebbero essere risolti con altri mezzi, si arricchisce di un’altra perla.

Sovente abbiamo dato conto di Ordinanze “creative” con obiettivi più o meno strampalati.

Oggi proponiamo un’Ordinanza che ha intimato agli Agenti della Polizia Provinciale ed agli ausiliari di questi, di intervenire nel controllo e nella limitazione delle volpi e dei piccioni domestici.

Detta così non si rinviene nulla di straordinario, ma in realtà la Polizia Provinciale sarebbe stata incaricata di “abbattere” un numero indefinito di tali specie animali.

Il TAR Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 18/01/2016, n. 79 ovviamente ha censurato tale provvedimento richiamando, more solito, l’inutilità dello stesso e ribadendo che gli obiettivi cui si prefigge l’Ordinanza possono essere raggiunti con gli ordinari strumenti a disposizione dell’ordinamento.

Conclude, il Collegio bolognese, rilevando la carenza di motivazione della gravata ordinanza sindacale, non indicando, come invece avrebbe dovuto indicare, quali siano gli effettivi pericoli per la salute pubblica attualmente e direttamente derivanti dalla presenza di tali specie di animali, nonché le ragioni per le quali a tali pericoli non possa essere fatto fronte mediante ricorso agli ordinari strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale e dai correlati atti pianificatori assunti a livello regionale e provinciale. Parimenti l’ordinanza non indica altri elementi essenziali, quali il numero di volpi e piccioni presenti nel territorio comunale (mediante le relative operazioni di censimento), nonché il numero di questi animali che si ritiene eccessivo (con relativa documentazione probatoria) e che sarebbe, quindi, soggetto ad abbattimento.

Buona lettura

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Michele Orlando

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