Non è una novità che, avverso la sospensione cautelare della patente di guida, quale misura special-preventiva di competenza del prefetto, si possa proporre ricorso. Nemmeno dovrebbe essere una novità la chiara previsione del comma 4 dell’articolo 223 del codice della strada, a mente del quale: “Avverso il provvedimento di sospensione della patente, di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, è ammessa opposizione, ai sensi dell’articolo 205”.

Da qui, nessuno dovrebbe sbagliarsi, quanto al plesso giudicante cui rivolgersi, laddove si dovesse richiedere tutela. Eppure ci si sbaglia ancora, come dimostrato dalla sentenza del TAR del Lazio (Sezione Prima Ter)con la sentenza n°07536/2014 depositata lo scorso 17 luglio.

Il giudice ingiustamente adito è stato, tuttavia clemente: compensate le spese e riassunzione presso il plesso competente.

 

 

“Alla luce delle considerazioni che precedono il Collegio ritiene che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione. In applicazione dell’istituto della translatio iudicii, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 11, co. 2, c.p.a. e dall’art. 59 della legge n. 69/2009, la causa va rimessa al giudice ordinario dinanzi al quale deve essere riassunta, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato. Sussistono gravi ed eccezionali motivi – legati alla particolarità della vicenda e delle questioni trattate – per compensare le spese di giudizio tra le parti in causa”.

 

Un dubbio, tuttavia mi sovviene …. Dato che gli Avvocati non fanno errori gratuiti…. Potrebbe essere anche accaduto che il termine di 30 giorni per ricorrere al Giudice Ordinario fosse spirato e che, in extremis, si fosse tentato un ricorso al TAR, beneficiando del più lungo termine qui accordato.

Se l’intuizione malevola fosse corretta, al Giudice Ordinario il compito di valutare l’eventuale maturazione di decadenze tout court.

Pino Napolitano

 

P.A.sSiamo

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