Utilizzare un “profilo”su social network, mediante la pubblicazioni di foto e di altre notizie, che riconduca ad un’altra persona, del tutto ignara configura il reato di sostituzione di persona.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione con sentenza depositata in data 16 giugno 2014.

L’art. 494 c.p. punisce chiunque, al fine di procurare a se o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato , ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici. L’oggetto della tutela è la pubblica fede e non la fede privata del diritto al  nome in quando  la diffusione a mezzo internet va al di là di una ristretta cerchia di persone, la cui sostituzione è destinata a una comunità indeterminata.

Cass. Penale, sez. III, Sentenza n. 25774 udienza del 23 aprile 2014 – depositata il 16 giugno 2014

P.A.sSiamo

 

Giuseppe Capuano 

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