Se questa è l’aria che tira…. Come si dice in gergo marinaresco “a tutta randa” nella notifica dei verbali e delle Ordinanze – ingiunzione.

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Se questa è l’aria che tira…. Come si dice in gergo marinaresco “a tutta randa” nella notifica dei verbali e delle Ordinanze – ingiunzione.

Non solo per passione, ma anche per quotidiano impegno professionale, son tenuto a seguire le varie vicissitudini legate ai termini di notifica dei verbali e delle ordinanze – ingiunzioni.

Termini sulla cui sospensione si dice tutto ed il contrario di tutto, nelle circolari del ministero dell’interno e nelle interpretazioni della dottrina.

Insomma, più per buon senso che per alto motivo, invale –nella prassi ed in una certa dottrina- l’uso di sostenere che: “le Amministrazioni che devono provvedere alla notificazione dei processi verbali al Codice della Strada e Leggi collegate, nei confronti delle persone residenti e delle imprese aventi sede in qualunque Comune dell’intero territorio nazionale, beneficiano della sospensione dei termini di notifica a decorrere dalla data del 10 marzo 2020 e sino al 3 maggio 2020”.

Sempre per mero affidamento al buon senso, altra dottrina sostiene che: “Dal 23 febbraio al 15 maggio 2020 sono sospesi i termini relativi alla … notificazione dei verbali di contestazione delle violazioni amministrative al Codice della strada e delle altre norme speciali che prevedono sanzioni amministrative in materia di circolazione stradale … La sospensione sopraindicata si applica anche ai termini connessi ai corrispondenti atti dei procedimenti sanzionatori disciplinati dalla legge n. 689/1981”.

Orbene, la dottrina deve fare i conti con la realtà della Legge vigente.

Non è inopportuno, allora, guardare il DDL di conversione del D.L. 18/2020 (approvato dal Senato il 9 aprile 2020, con n.1766) e passato alla Camera con il n° 2463.

Se guardiamo l’articolo 103 del Disegno di legge di conversione troviamo:

  1. a) un comma 1 bis dell’art. 103, che recita: “Il periodo di sospensione di cui al comma 1 trova altresì applicazione in relazione ai termini relativi ai processi esecutivi e alle procedure concorsuali, nonché ai termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali”;
  2. b) un comma 6 bis dell’art. 103, che recita: “Il termine di prescrizione di cui all’articolo 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo ai provvedimenti ingiuntivi emessi in materia di lavoro e legislazione sociale è sospeso dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo. Per il medesimo periodo è sospeso il termine di cui all’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689”;

Quindi, se e quando il DDL 2463 sarà convertito in Legge (cosa che –se dovesse avvenire- accadrà nel testo sopra riportato) ci troveremo innanzi nuovamente alla svalutazione della L. 689/1981 e delle relative sanzione ed alla sopravvalutazione del codice della strada implicitamente chiamato in causa dalla locuzione “notificazione dei processi verbali”; locuzione che non necessariamente, secondo gli interpreti di controparte, dovranno far pensare al codice della strada, mancando, infatti, nell’intero testo dell’articolo in esame un puntuale riferimento al D.Lgs 285/1992 (norma peraltro citata per assecondare, nell’art. 108, le esigenze del gestore del servizio universale di notifica degli atti giudiziari).

Ad aggiungere benzina sul fuoco, poi, c’è questo sezionale richiamo alla materia specifica “lavoro e legislazione sociale” contenuto nel comma 6 bis; norma che chiaramente porta ad affermare che, fuori che per le sanzioni inerenti la menzionata materia, tutta la disciplina dei termini di notifica della Legge 689/1981 non soffre di alcuna sospensione.

Da qui la conclusione che vale il titolo di questo breve scritto.

Insomma, smettiamola di cincischiare… salvo resipiscenze che non è facile immaginare, il legislatore ci lascerà in “brache di tela”. In materia di L. 689/1981 conviene notificare tutto e subito.  

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