giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione hanno ritenuto che la violazione dell’obbligo di dare avviso, al conducente da sottoporre all’esame alcolimetrico della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, determina una nullità di ordine generale a regime intermedio.

IL CASO

Un automobilista, durante la circolazione, usciva di strada finendo la corsa in un adiacente canale di scolo di acque piovane. Dopo l’intervento prima del personale medico e successivamente dei Carabinieri il conducente, In stato confusionale, veniva trasportato al Pronto Soccorso ove dopo gli accertamenti medici per le cure del caso emergeva una significativa alcolemia pari a 3,5 g/I. La Corte territoriale di Firenze, in parziale riforma della sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato per la concessa sospensione condizionale della pena, confermava la responsabilità dell’automobilista per il reato di guida in stato di ebbrezza e lo condannava a sei mesi di arresto ed euro 4.000,00 di multa, con sospensione della patente per anni due. Avverso la sentenza ricorreva l’imputato per la cassazione, lamentando vizio di motivazione, in relazione all’art. 186, comma 2- bis, del codice della strada e inosservanza perché la Corte territoriale aveva utilizzato, ai fini della motivazione sull’affermazione di responsabilità, i risultati degli accertamenti ematici eseguiti sull’imputato dai medici del Pronto Soccorso su espressa richiesta della polizia giudiziaria ma senza previo avvertimento alla persona interessata della facoltà di farsi assistere da un difensore.

LA DECISIONE

Gli Ermellini ritengono i motivi manifestamente infondati e dichiarano il ricorso inammissibile ricordando che, essendosi proceduto in primo grado con rito abbreviato, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte Suprema, in tale giudizio sono rilevabili e deducibili solo le nullità di carattere assoluto e le inutilizzabilità cd. patologiche, con la conseguenza che l’irritualità dell’acquisizione dell’atto probatorio è neutralizzata dalla scelta negoziale delle parti di tipo abdicativo, che fa assurgere a dignità di prova gli atti di indagine compiuti senza rispetto delle forme di rito. Ancora di recente questa Corte, in un caso analogo a quello per il quale si procede, ha rilevato che, in tema di guida in stato di ebbrezza, la violazione dell’obbligo di dare avviso, al conducente da sottoporre in quel caso all’esame alcolimetrico, ma vale, evidentemente, anche per quello ematico effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria e non anche per finalità di pronto soccorso, e in tal senso principio va riaffermato, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, determina una nullità di ordine generale a regime intermedio che può essere tempestivamente dedotta fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado ma che deve ritenersi sanata qualora l’imputato formuli una richiesta di rito abbreviato.

Corte di Cassazione Penale sez. IV, sentenza n. 45933 del 12 novembre 2019

Condividi.

Informazioni sull'autore

Mimmo Carola

Invia una risposta