Fin da quando la stampa ha dato risalto alla vicenda del presunto rinnovato parere del MIT sulle sanzioni (civilistiche?!) apprestabili alla condotta di chi protragga, senza rinnovo del “ticket” la sosta, mi sono chiesto: cui prodest?

Ho resistito, tuttavia, alla tentazione di scrivere o di replicare ad opinioni ministeriali discutibili (antiche e non reiterate in questo anno, è bene rammentarlo.) ed ad inopinati lanci giornalistici, essenzialmente perché non ho alcuna esigenza di difendere la sanzionabilità di condotte, in urto con i Ministeri che –quando vogliono- diventano interpreti zelanti delle norme (pur se fuori dalla propria competenza). Ho così atteso che bravissimo colleghi (G. Carmagnini, di recente su “vigilaresullastrada.it”), facessero il punto su una questione oziosa, riposizionando le tessere di un mosaico forse dolosamente scompaginato.

A quanto di buono ho letto ho poco da aggiungere, se non riportando le vive e testuali parole della  Cass. civ. Sez. II, Sent., 04-10-2011, n. 20308, che ha fatto “piana esegesi” di norme che, proprio non meritavano altri approfondimenti.

 

 

“L’art. 157 C.d.S., comma 6 prevede due distinte ipotesi, la prima è quella della sosta limitata, permessa, cioè, per un tempo limitato, nel qual caso è fatto obbligo ai conducenti di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio del parcheggio, vale a dire mediante l’esposizione del c.d. disco-orario; la seconda è quella sosta regolamentata, che ricorre allorchè esista un dispositivo di controllo della durata della sosta, c.d. parchimetro, che è obbligatorio porre in funzione. Tale ultima previsione rimanda all’art. 7 C.d.S., lett. f), che attribuisce al sindaco il potere di stabilire aree destinate a parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo della sosta. La violazione dell’art. 157, comma 6 cioè la mancata esposizione del disco orario o la mancata attivazione del parchimetro, è sanzionata dal comma 8.

A sua volta, l’art. 7 C.d.S., comma 15 contempla due diverse ipotesi:la prima sanziona i casi di sosta vietata in cui la violazione si protragga oltre le 24 ore; la seconda la sosta limitata o regolamentata – e dunque le due ipotesi di cui all’art. 157 C.d.S., comma 6 cit. – nel qual caso la sanzione è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.

Pino Napolitano

 

P.A.sSiamo

 28 marzo 2013…. aggiornamenti in margine..

Tanto rumore per nulla e figuraccia del MIT sulla questione delle sanzioni relative alla protrazione della sosta nelle “striscie blu”.
Fioccano, in queste ore, malconci comunicati stampa per rammendare ad uno strappo sciocco ed ingiustificato.

Fassino esce da trionfatore in questa sciocca vicenda solo ribadendo concetti giuridici consolidati.

Ora si fa finta, per salvare la faccia, che dall’incontro sia emerso qualcosa di nuovo, per evitare di far precipitare nel ridicolo un Ministro che si è mosso con avventatezza.

(ASCA) – Roma, 28 mar 2014 – L’incontro che una delegazione dell’Anci ha avuto ieri sera con i ministri Alfano e Lupi ”ha consentito di riconoscere che il tema della sosta e’ una competenza dei comuni, che ne regolano le modalita’ e le sanzioni sulla base di propri atti deliberativi. Un risultato che fa chiarezza e consente ai Comuni di operare nella chiarezza ed esercitando i propri poteri”. Lo afferma Piero Fassino, presidente ANCI, il quale ha espresso ”soddisfazione per una conclusione che fuga qualsiasi ombra sulla legittimita’ e sulla correttezza dei Comuni”

Condividi.

Informazioni sull'autore

Invia una risposta