Succede spesso su strada che s’incontrino conducenti i quali “manifestando uno stato di alterazione psicofisica evidenziata dapprima dalla irregolare condotta di guida (progressione a zig-zag) che determinava l’imposizione dell’Alt da parte degli Agenti operanti, e poi dalle pupille dilatate e non reattive allo stimolo luminoso dall’incoerenza dei ragionamenti, dalla disarmonia dei movimenti, dalla difficoltà di equilibrio, dalla eccessiva loquacità e dallo strano senso di euforia, sebbene debitamente richiesto, opponeva agli Agenti operanti il rifiuto a sottoporsi presso idonea struttura sanitaria pubblica al prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell’effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

La breve narrativa virgolettata e corsiva è estratta dalla sentenza del Tribunale di Ivrea depositata lo scorso 24 aprile 2015, con la quale un conducente, condannato alla pena di mesi 4 di arresto ed Euro 1.000,00 di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali, si è visto sostituire la stessa (per gli effetti di cui all’art. 186 comma 9 bis del D.L.T. n. 285 del 1992) con il lavoro di pubblica utilità per complessive 248 ore di lavoro da svolgersi presso il un Comune della zona, “dal lunedì al venerdì, per la durata di 2 ore ogni volta per complessive 6 ore settimanali o comunque eventualmente secondo il calendario che sarà indicato dall’ente, sentito il condannato, compatibilmente con le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute di quest’ultimo”.

Invero sembra poca pena quella subita in concreto dal conducente che abbia rifiutato di sottoporsi agli accertamenti, uno con la guida in stato di alterazione derivante da assunzione probabile di stupefacenti di cui era stato trovato in possesso. Il principio giurisprudenziale è salvo: “Qualora vengano disposti accertamenti inerenti l’eventuale utilizzo di sostanze stupefacenti sulla base del fatto che il soggetto agente presenti delle condizioni psicofisiche alterate (pupille dilatate, equilibrio precario, nervosismo), nonché sia in possesso di una piccola quantità di sostanza stupefacente e guidi in modo anomalo, sussiste il reato di cui all’art. 187, comma 8, del C.d.S. (D.Lgs. n. 285 del 1992) nel momento in cui il soggetto agente rifiuti di sottoporsi agli accertamenti sanitari del caso giustificati dalle predette circostanze presso un’idonea struttura ospedaliera, essendo irrilevanti le ragioni del rifiuto”.

La Punizione, per come voluta dalla Legge, resta quella che è!

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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