La colpa non è da ascrivere all “Autorità”, in quanto pigra o svogliata. Tutt’altro!

La colpa è del nostro Legislatore che, nel contesto di una manovra legislativa finalizzata al rilancio dell’economia, ha scippato la competenza dell’ANAC in materia (forse perché i primi pareri rilasciati erano stati giudicati troppo seri e rigorosi) di pareri e le ha tolto il potere di interferire direttamente sulla procedura di conferimenti di incarichi sospetti, interponendole la richiesta da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quindi l’Autorità non esprime più pareri alle amministrazioni ed agli enti interessati, per effetto di quanto disposto dagli articoli 54 bis e 54 ter del D.L. n°69/2913, per come modificato dalla Legge n°98/2013 (questo il testo abrogato del comma 3 dell’articolo 16 del D.lgs n°29/2013: “L’Autorità nazionale  anticorruzione   esprime   pareri,   su richiesta delle  amministrazioni  e  degli  enti  interessati,  sulla interpretazione delle disposizioni del presente decreto e sulla  loro applicazione  alle  diverse   fattispecie   di   inconferibilità  e incompatibilità degli incarichi; questo il testo vigente del comma dell’articolo 16 del D.lgs n°29/2013: “L’Autorità   nazionale   anticorruzione   esprime    pareri obbligatori sulle direttive e le circolari  ministeriali  concernenti l’interpretazione delle disposizioni del presente decreto e  la  loro applicazione  alle  diverse  fattispecie  di  inconferibilità  degli incarichi e di incompatibilità”).

Questa modifica, con riferimento alla materia dell’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, assegna all’Autorità un ruolo meramente consultivo per la emanazione di direttive da parte dell’Esecutivo, sottraendogli il compito di riscontrare direttamente le istanze di chiarimento da parte degli interessati.

Avverso questa manovra, l’Autorità ebbe ad esprimere (25-7-2013) “la propria profonda preoccupazione per le prospettate modifiche normative che rappresentano un vulnus all’esercizio in autonomia e indipendenza delle funzioni attribuite dalla legge 190/2012, che ha individuato nella Civit l’Autorità nazionale anticorruzione, in attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite in materia di lotta alla corruzione e della Convenzione di Strasburgo, proprio in quanto Autorità indipendente”.

Il grido di allarme restò –sapientemente (?!)- inascoltato.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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