Responsabilità (autonoma) del proprietario del veicolo per non averne impedito la circolazione

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L’art. 93 co. 7 del D.Lgs. n. 285/1992 sanziona la circolazione di un veicolo per il quale non sia stata ancora rilasciata la carta di circolazione con l’applicazione della sanzione accessoria della confisca del veicolo, salva l’applicazione dell’art. 213 co. 6 Cds

Tale ultima norma prevede che la confisca non si applica nel caso in cui il veicolo appartenga a persone estranee alla violazione amministrativa.

Cass. civ., sez.  VI-2, 12/03/2021, n. 7089 ha ribadito che l’esimente dell’inciso di cui al comma 6 dell’art. 213 Cds è ammessa solo quando il proprietario dimostri di non aver potuto impedire la circolazione del veicolo.

Secondo il Collegio, invece va ribadito il principio secondo cui “In tema di sanzioni amministrative accessorie, il proprietario del veicolo che sia stato posto in circolazione da altri prima del rilascio della relativa carta di circolazione in tanto potrà avvalersi, per evitare
la confisca amministrativa del mezzo che sia stato successivamente immatricolato, della disposizione di cui all’art. 213, sesto comma, c.d.s., la quale presuppone la sua estraneità alla violazione, in quanto non sia responsabile dell’autonoma violazione di cui all’art. 93, settimo comma, secondo inciso, c.d.s., consistente nel non avere impedito, per dolo o per colpa, la circolazione”.

Val la pena ricordare che, per il caso in esame, quella del proprietario, non è l’obbligazione solidale prevista dall’art. 196 Cds, ma rappresenta un’obbligazione autonoma, collegata all’attività omissiva consistita nel non avere impedito il fatto, la quale realizza una distinta violazione, di cui il proprietario del veicolo risponde tutte le volte che la sua omissione cosciente e volontaria sia connotata da dolo o colpa, richiamata dal principio generale posto dall’art. 3 co. 1 legge n. 689/1981.

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