Domanda: Salve C/te Pezzullo la devo disturbare ancora sempre per un quesito professionale:

è possibile che il SUAP del comune possa rilasciare l’ autorizzazione per quelle pizzerie d’asporto che hanno anche l’esercizio di vicinato – artigiano chiedendo alla polizia municipale il parere?

A titolo esplicativo: lo stesso esercente può svolgere contemporaneamente le attività commerciale (vendita prodotti come bibite , patatine in busta, ecc) e di artigianato (produzione) o si tratterebbe di una modalità di elusione della legge 287/91 come modificata dall’art. 64 del D. Lgs. 59/2010, ai fini, tra l’altro, del rilascio autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico?

A tal proposito, faccio presente che molti commercialisti si appellano al SUAP, spiegando che i propri clienti non effettuano somministrazione assistita, ma offrono esclusivamente un semplice punto d’appoggio per i clienti che non vogliono portarsi il prodotto a casa, ma mangiarlo in loco senza richiedere assistenza né all’interno né all’esterno del locale di produzione.

Distinti saluti. Agente P.  B., PM Comune di  M. (CE)

 

Risposta: In primo luogo occorre definire che:

 

1- L’operatore commerciale può essere titolare di entrambe i titoli (autorizzazioni  o scia), sia per l’esercizio di vicinato che per l’attività di artigiano alimentarista (credo che ti riferisca a produzione e vendita di pizze), ma con due distinte aree di attività e casse separate.

 

2- L’operatore commerciale potrà effettuare anche la “somministrazione non assistita” dei prodotti alimentari che tiene in vendita (es. mozzarella, pane, salumi, insalate, verdura, frutta, bibite etc.)

 

3- L’artigiano potrà vendere solo per asporto i propri prodotti; per tale categoria di operatori non è prevista la possibilità di effettuare lasomministrazione non assistita“.

 

4- La “somministrazione non assistita” può essere effettuata solo utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con eventuali punti di appoggio (mensole, tavoli alti tipo autogrill etc.) ma senza la predisposizioni di tavoli imbanditi e preparati per la somministrazione e comunque nel rispetto delle norme igienico sanitarie.  

 

Ciò detto, passiamo ad esaminare la normativa di riferimento, al fine di avere una visione complessiva delle due attività:

 

Sia la normativa nazionale, D.L. 223/06, convertito con modificazione dalla legge 248/06, art. 3, comma 1, lett. f-bis, che la legge regionale della Campania, la n. 1/2014, art. 6, comma 4, stabiliscono che solo gli esercizi commerciali di prodotti del settore alimentare possono effettuare anche “somministrazione non assistita“.

 

Pertanto, l’autorizzazione per occupazione di suolo pubblico con eventuali “piani di appoggio”, potrà essere concessa solo al titolare dell’esercizio di vicinato che ne farà richiesta, per la vendita con somministrazione non assistita dei propri  prodotti offerti preparati o al naturale.

 

Invero, l’artigiano potrà anch’esso presentare richiesta per ipotizzabile occupazione di suolo pubblico, ma solo per panche, piante ornamentali etc. e non per suppellettili che consentano il consumo sul posto dei propri prodotti. 

 

A tal fine, il Ministero Sviluppo economico, già con la Circolare esplicativa 3603/C del 28.09.2006, aveva definito che il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia da parte degli esercizi di vicinato, se in possesso del titolo per la vendita dei prodotti alimentari, “…… non può essere vietato o limitato se svolto alle condizioni espressamente previste dalla nuova disposizione. Le condizioni concernono la presenza di arredi nei locali dell’azienda e l’esclusione del servizio assistito

 

di somministrazione. Per quanto riguarda gli arredi (…) è di tutta evenienza che i medesimi devono essere correlati all’attività consentita, che nel caso di specie è la vendita per asporto dei prodotti alimentari e il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia. In ogni caso, però, la norma che consente negli esercizi di vicinato il consumo sul posto non prevede una modalità analoga a quella consentita negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287”.

 

Ed ancora il MISE con la risoluzione n. 212733 del 1 dicembre 2014, analogamente a quanto già chiarito con la precedente risoluzione n. 146342 del 19.08.2014, ha ribadito che “Il consumo sul posto nei locali dell’azienda è consentito anche ai titolari di impianti di panificazione con le stesse modalità applicative cui devono sottostare i titolari di esercizi di vicinato (cfr. punto 10.1 della circolare esplicativa 3603/C del 28-9-2006).Tale tipologia di vendita, pertanto, non è estensibile ad altre attività artigianali di vario tipo“. 

 

In ordine agli arredi consentiti per tale tipica attività di somministrazione, con la predetta risoluzione, il Ministero ha, altresì, evidenziato che “ Con riferimento ai limiti e alle modalità da rispettare in caso di consumo sul posto negli esercizi di vicinato e negli impianti di panificazione, con alcuni pareri ministeriali la scrivente Direzione ha approfondito la questione degli arredi richiamati dalla disposizione nonché quella delle attrezzature tipiche degli esercizi di somministrazione, annoverando tra queste le apparecchiature per le bevande alla spina, tavoli e sedie, così come macchine industriali per il caffè, il cui utilizzo non è ammesso nel caso di consumo sul posto da parte degli esercizi in questione.

 

Allo stato, pertanto, la disciplina in materia di consumo sul posto continua ad escludere la possibilità di contemporanea presenza di tavoli e sedie associati o associabili, fatta salva solo la necessità di un’interpretazione ragionevole di tale vincolo, che non consente di escludere, ad esempio, la presenza di un limitato numero di panchine o altre sedute non abbinabili ad eventuali piani di appoggio“.

 

E’ di ogni evidenza che le predette considerazioni non sono riferibili alle Regioni (es. Lombardia, Toscana) che, con propria normativa, hanno disciplinato il settore, stabilendo che anche gli artigiani alimentaristi possono effettuare somministrazione non assistita dei propri prodotti. Viceversa, in Campania e nelle Regioni che non hanno legiferato in merito,

 

solo gli esercizi di vicinato potranno effettuare somministrazione non assistita dei prodotti posti in vendita, mentre gli artigiani ne sono esclusi.

 

Infine, qualora si tratta di esercizi congiunti, come nel caso indicato nel quesito, si è dell’opinione che potranno essere offerti con somministrazione non assistita solo gli alimenti posti in vendita nell’esercizio commerciale e non anche quelli prodotti dall’esercizio di artigianato che, ripetiamo, potrà effettuare la vendita solo per asporto.  

 

                                                                                

  C. te a. r. Dr. Michele Pezzullo 

 

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1 commento

  1. Buongiorno volevo un informazione,le chiedo se un attività artigianale venga valutato il decreto legge Bersani su quanto riguarda le distanze minime,in più sempre su tale argomento le chiedo se le distanze minime sono ancora operative,in quanto dal decreto 4 luglio 2006 art 3 b dice: il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attivita’ commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio;
    non solo per quanto riguarda la concorrenza1. Ai sensi delle disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi ed al fine di garantire la liberta’ di concorrenza secondo condizioni di pari opportunita’ ed il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonche’ di assicurare ai consumatori finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilita’ all’acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi dell’articolo 117, comma secondo, lettere e) ed m), della Costituzione, le attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni:
    Ora la domanda è dato che si parla di somministrazione vale anche per l’artigiano?
    Per quanto riguarda la concorenza non dovrebbe essere per lo meno leale?
    La ringrazio

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