Quesito: Occupazione suolo pubblico con preparazione e vendita di alimenti

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Domanda:
Buongiorno C.te Pezzullo, pongo alla vostra attenzione il seguente quesito: Un
operatore ambulante che occupa parte di marciapiede pubblico con bancarella di
fortuna ed effettua preparazione e venduta di carciofi "arrostiti" al momento. Quali
sono in sequenza gli atti da compiere? Grazie in anticipo
P. E. C.te della P. L. di C. (CE)

Risposta

Si ritiene che nel caso indicato nel quesito, si devono adottare a carico del trasgressore sia sanzioni pecuniarie per violazioni amministrative sia denuncia all’Autorità Giudiziaria per violazioni di carattere penale che, di seguito, andiamo ad esaminare.

Atteso che trattasi di preparazione, manipolazione ed esposizione all’aperto di prodotti alimentari, su area pubblica, senza alcuna protezione, (nella fattispecie carciofi, ma la procedura potrà essere applicata per qualsiasi prodotto alimentare), in primo luogo si dovrà procedere con denuncia carico del trasgressore per violazione della legge 283/62, articoli 5 e 6, contestando il reato di cattivo stato di preparazione e conservazione degli stessi alimenti, procedendo anche al sequestro penale dei prodotti alimentari con distruzione degli stessi, dopo averne informato il P. M. di turno.

E’ bene ricordare, a tal proposito, che il D. Lgs. n. 27 del 2 febbraio 2021, in vigore dal 26.3.2021, con l’articolo 18, comma 1, lett, b), aveva abrogato la predetta legge 283/62; ma poichè con tale normativa, di fatto, erano state eliminate le sanzioni penali e amministrative per la cattiva preparazione e conservazione degli alimenti, e che rilevanti settori della produzione e vendita di sostanze alimentari e bevande erano rimasti privi di tutela sanzionatoria, con  grave pregiudizio  per la  salute dei consumatori, prima della sua entrata in vigore, fu emanato il D. L. 42/2021, convertito in legge 71/2021, che all’art 1, comma 1, lett. c) provvide a modificare il D. Lgs. n. 27/2021 restituendo validità agli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 12 bis, 13, 17, 18, 19 e 22 della legge 283/62, che pertanto trovano ancora oggi  piena attuazione. Passando, poi, alle violazioni di natura commerciale, si è del parere che, una volta punita la violazione penale, come innanzi detto, non sia possibile procedere a sanzionare la condotta del contravventore per infrazione alle norme sul commercio, secondo quanto disposto dalla legge 689/81, art 9, comma 3 (principio di specialità), ove è espressamente stabilito che: “Ai fatti puniti dagli articoli 5, 6 e 12 della legge  30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni ed integrazioni, si applicano soltanto le disposizioni penali, anche quando i fatti stessi sono puniti con sanzioni amministrative previste da disposizioni speciali in materia di produzione,commercio  e  igiene degli alimenti e delle bevande”.

Infine, per quanto attiene all’abusiva occupazione del suolo pubblico, si dovrà sanzionare il trasgressore per violazione dell’art 20 del Codice della Strada e denunciarlo anche per violazione dell’art 633 C. P. per il reato di invasione arbitraria di terreni o aree pubbliche al fine di trarne profitto.

Tale articolo non si pone in rapporto di specialità con l’illecito amm/vi punito dal citato art. 20 del C.d.S. perché il 633 C. P. è posto a tutela del patrimonio pubblico, mentre l’art 20 del C. d. S. tutela la sicurezza della circolazione stradale (cfr Cassazione – Sez. III penale , sentenza del 22.6.2016 n. 25826.).

Si conclude  chiarendo che qualora l’Asl territoriale non fosse disponibile a fornire la propria assistenza, per gli aspetti di natura igienico sanitaria, si ritiene che non è necessario ne obbligatorio l’intervento dei loro operatori atteso che sempre la Corte di Cassazione, Sez. III Penale, con sentenza n. 6108 del 10.2.2014 è intervenuta in ordine all’igiene degli alimenti esposti all’esterno degli esercizi, stabilendo che trattasi di “reato di cattiva conservazione di alimenti”.

Ed ancora, elemento di più grande interesse per il nostro confronto, ha chiarito che trattandosi di “reato di pericolo” non occorre accertare la sussistenza di un concreto danno per la salute o un deterioramento dei prodotti; è ritenuto quindi sufficiente che le modalità di preparazione o conservazione possano determinare il pericolo di un danno perché si concretizzi la violazione e, quindi, il reato.

                                                                       C.te a. r. Dr. Michele Pezzullo

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