Quesito:

Desidero conoscere la normativa igienico sanitaria in relazione alla somministrazione di alimenti e bevande su aree Pubbliche, in particolare su strade e piazze di (grande) percorrenza pedonale – e veicolare.. quali gli accorgimenti che possono consentire la somministrazione…la normativa generale . . grazie.

RISPOSTA

ll commercio sulle aree pubbliche è l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuata sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle aree private delle quali il Comune abbia la disponibilità, attrezzate o meno, coperte o scoperte.

Sono aree pubbliche, le strade, i canali, le piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio, e ogni altra area di qualunque natura destinata a uso pubblico.

L’esercizio dell’attività su area pubblica è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata dal Comune a persone fisiche o giuridiche.

L’autorizzazione rilasciata per l’esercizio dell’attività di vendita sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari abilita anche alla somministrazione dei medesimi se il titolare è in possesso dei requisiti requisiti morali e professionali previsti per svolgere entrambe le attività, tale ‘abilitazione alla somministrazione deve risultare da apposita annotazione sul titolo autorizzatorio.

Altresì L’esercizio del commercio sulle aree pubbliche dei prodotti alimentari deve essere svolta dal commerciante nel rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali che tutelano le esigenze igienico sanitarie, tali requisiti igienico sanitari per il commercio dei prodotti sulle aree pubbliche sono indicati nell’ordinanza del Ministero della Salute del 03 Aprile 2002 (allegata)

In particolare tale O.M fissa le caratteristiche delle aree pubbliche, dei posteggi, delle costruzioni stabili, dei negozi mobili e dei banchi temporanei.

 

Nel caso di specie per quanto riguarda gli accertamenti e le irrogazione delle sanzioni, non avendo indicato nel quesito la regione di appartenenza, si fa presente che le regioni hanno previsto diversi livelli e tipologie di modalità di irrogazione delle sanzioni con l’introduzione dell’istituto della diffida, tra cui l’ Emilia Romagna con L.R. n. 4 del 24.05.2013, e il Veneto con L.R.n. 10 del 11.03.2014 ed in particolare la Regione Campania con la D.G.R n. 623 del 15/12/2014 integrata e modificata dalla D.G.R. n. 441 del 02/08/2016, ha approvato le istruzioni operative per l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni amministrative per violazioni ad atti normativi di competenza regionale in materia di sicurezza alimentare, sanità pubblica veterinaria, divieto di fumare, sicurezza sui luoghi di lavoro, prodotti cosmetici, stupefacenti e sostanze psicotrope, gestione tecnica e regolare esercizio della farmacia e dei depositi all’ingrosso di farmaci uso umano.

 

L’allegato al provvedimento oltre a prevedere l’applicazione della diffida, allorquando gli agenti accertatori rilevino una violazione sanabile in materia agroalimentare, diffidano il presunto trasgressore ad adempiere alle prescrizioni della normativa risultate violate e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell’illecito amministrativo entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell’atto di diffida,  dispone che gli organi addetti ai controlli ufficiali è affidato il compito di accertare le violazioni nell’ambito della rispettiva competenza (art. 13 L. 689/81).

 

In particolare:

  1. le AA.SS.LL. sono competenti ad effettuare i controlli sulla sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria come stabilito dalla L. 833/78, D.P.R. 320/54, dalla LR 13/85, dalla LR 25/83, dalla DGRC 377/11 e dal D.L.vo 193/07 il quale ultimo stabilisce all’art. 2 che specificatamente nel campo della sicurezza alimentare le AA.SS.LL., unitamente alla Regione ed Ministero della Salute, rappresentano l’Autorità Competente ad effettuare i controlli (art. 4 Reg CE 882/04);
  2. i Carabinieri del Nucleo Tutela della salute (CC NAS) effettuano controlli sulla sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria come stabilito dal D.M. 3/11/11, dal D.M. 26/2/08 e dal citato D.L.vo 193/07, in quanto operano alla diretta dipendenza del Ministero della Salute, Autorità Competente centrale;
  3. il CFS svolge ope legis alcune specifiche attività volte al controllo del rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare, del consumatore e di biosicurezza in genere (art. 2 L. 36/04) quali ad esempio quelli sull’anagrafe zootecnica e sull’etichettatura delle carni bovine;
  4. spetta pertanto alle AA.SS.LL. ed ai CC NAS accertare e contestare gli illeciti amministrativi in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, ed al CFS accertare e contestare gli illeciti amministrativi nelle specifiche materie inerenti la sicurezza alimentare e la sanità pubblica assegnate dalla normativa cogente
  5. l’accertamento delle violazioni in materia di prodotti cosmetici, stupefacenti e sostanze psicotrope, gestione tecnica e regolare esercizio della farmacia e dei depositi all’ingrosso di farmaci uso umano, è attività istituzionale:
  • delle AA.SS.LL.
  • del Nucleo Carabinieri per la tutela della Salute – NAS quale organo di controllo del Ministero della Salute
  1. per quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’accertamento delle relative violazioni è compito istituzionale delle AA.SS.LL.;
  2. per quanto riguarda il divieto di fumare l’accertamento delle relative violazioni è compito indistinto degli organi incaricati del controllo sul rispetto della normativa in materia

Pur tuttavia, come previsto dall’art. 13 della L. 689/81 e dall’art. 2 LR 13/83, la rilevazione e contestazione di illeciti nelle materie di cui ai precedenti punti a., b., c., e., e f., oltre che dalle AA.SS.LL., dai CC NAS e per alcuni aspetti dal CFS, può essere effettuata anche da Ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria appartenenti alle Forze di Polizia ex co 1 e 2 dell’art. 57 c.p.p. (Polizia di Stato, carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria) ovvero da Ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria ex co 3 dell’art. 57 c.p.p. limitatamente alle specifiche competenze attribuite dalla legge (ad esempio Guardia Costiera, Polizia Municipale etc). Tale ipotesi deve però intendersi circoscritta:

  • alla casuale rilevazione di illeciti nel corso di ispezioni effettuate per motivi diversi dal controllo della sicurezza alimentare e della sanità pubblica veterinaria, dal controllo della sicurezza sui luoghi di lavoro, dal controllo dei prodotti cosmetici, dal controllo degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, dal controllo della gestione tecnica e regolare esercizio della farmacia e dei depositi all’ingrosso di farmaci uso umano
  • in ispezioni effettuate su delega dell’Autorità Giudiziaria.
  • In entrambi i suddetti casi, gli atti redatti nel corso dell’attività ispettiva risultano validi solo se quest’ultima si sia sostanziata nella verifica di situazioni oggettive di non conformità alla normativa che non richiedano valutazioni di ordine tecnico da parte dell’agente accertatore (Circolare Min. Salute –DGSAN n. 25164 del 4/8/2011).Ordinanza Ministero Sanita del 03Aprile 2002
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Antonio Sabatino

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