Quesito: Attività di tatuaggio e piercing in Campania – Normativa e Autorizzazione

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Gentile Com. te mi è stato chiesto da un cittadino quale procedura adottare per avviare un’attività di tatuaggio e piercing nel mio comune, in Regione Campania. Poiché non sono riuscita a trovare nessuna legge regionale, le chiedo di chiarirmi quale normativa disciplina questa materia.

Risposta:

Si premette che effettivamente la Regione Campania non ha mai adottato una legge che disciplini l’esercizio dell’attività di tatuaggio e piercing e le sue modalità di attuazione, ne peraltro vi è normativa a livello nazionale.

La Regione Campania, tuttavia, nell’anno 2010, in considerazione del fatto che le pratiche di tatuaggio e piercing erano ormai un fenomeno diffuso e sempre in costante aumento, anche in questa regione, soprattutto tra i giovani, ritenne opportuno adottare la Deliberazione n. 157 del 25 febbraio 2010, per disciplinare la materia.

Tale delibera è composta degli allegati 1 e 2; nell’allegato 1 sono state determinate le linee guida per l’esercizio delle attività di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, mentre nell’allegato 2 sono state stabilite le modalità per un Corso di Formazione per tale attività con apposito programma didattico.

Nello specifico, per l’esercizio dell’attività di tatuaggio e piercing deve essere presentata una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP del comune sede dell’azienda; mentre gli operatori che esercitano personalmente e professionalmente, in qualità di titolare l’attività di tatuaggio o piercing, devono essere iscritti al Registro imprese artigiane presso la Camera di Commercio territorialmente competente.

L’attività è consentita solo a coloro che hanno raggiunto la maggiore età, sono in possesso di un attestato di qualifica professionale e sono in possesso di attestato rilasciato dall’ASL territoriale.

Tale attestato potrà essere conseguito a seguito di specifico corso formativo di 50 ore, organizzato dalle AA.SS.LL., finalizzato all’acquisizione della idoneità sanitaria e di specifiche conoscenze nel campo della prevenzione dei rischi per la salute, con particolare riferimento alle infezioni ed ai danni all’apparato cutaneo, che possono derivare dalla esecuzione delle pratiche in oggetto.

La deliberazione in esame ha, altresì, stabilito che l’attività di piercing e tatuaggio non potrà essere svolta in forma ambulante o di posteggio, salvo per le attività svolte in occasione di manifestazioni temporanee, autorizzate ed effettuate in aree appositamente attrezzate rispondenti ai requisiti igienico sanitari.

I locali in cui si svolgono le attività sono soggetti al parere igienico sanitario rilasciato dall’Asl competente e devono essere forniti di specifici requisiti strutturali, analiticamente indicati nell’allegato 1, di cui diamo cenno solo per alcuni più importanti.

La struttura deve essere fornita di apposita area per l’attesa degli utenti; i servizi igienici attrezzati con antibagno, distributore automatico di sapone liquido ed asciugamani elettrico o monouso; la superficie del laboratorio non deve essere inferiore a mq. 16, con zona per la pulizia, sterilizzazione e disinfezione del materiale non monouso mediante idonee apparecchiature; tali parametri si riferiscono, però, a strutture ove esercita un solo tatuatore o piercer, mentre per ogni operatore in più devono essere previsti ulteriori mq 6 di superficie.

I locali devono avere un’altezza non inferiore a m. 2,70, mentre il pavimento e le pareti devono essere rivestiti con materiale facilmente lavabile; in particolare le pareti devono essere rivestite, preferibilmente a tutta altezza o comunque per una misura non inferiore a mt. 1,80.

Viene, ancora, raccomandata particolare attenzione per controllare l’età dei clienti che chiedono di essere sottoposti a detti trattamenti. Se il richiedente non dovesse essere maggiorenne l’operatore dovrà acquisire l’autorizzazione del genitore da rilasciare su un apposito modulo approntato nell’allegato 1-b.

Infine, l’operatore dovrà predisporre e tenere, presso la sede autorizzata un registro delle prestazioni effettuate in cui trascrivere le generalità complete dei clienti, la procedura effettuata, l’autorizzazione del genitore nel caso di minorenne.

Da ultimo va evidenziato che la deliberazione in esame nell’allegato 1, al punto 10, ha previsto che l’Asl, oltre a svolgere l’attività formativa ed informativa, dovrà anche effettuare opportune azioni di controllo sull’osservanza delle predette disposizioni. Altri controlli potranno essere eseguiti a livello locale anche dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale (Arpa) e da parte dei Carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni

La ringrazio ed invio cordiali saluti.

A. E, Suap Comune di C. (NA)

 

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