Diritto di acceso alle telefonate al 118. Richiesta di compagnia assicuratrice..

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Come noto ai più il diritto di accesso agli atti riguardanti i “dati sensibili” tra cui quelli riferiti allo stato di salute cede il passo al diritto da parte del soggetto interessato di non veder divulgati tali dati.

Sotto questo punto di vista appare interessantissima Tar Puglia, sez. I, 16/11/2011, n. 1442, che dopo aver fatto una profonda verifica degli interessi in campo, ne ammette l’ostensione.

La questione riguarda la richiesta di una compagnia assicuratrice la quale presenta istanza volta ad ottenere il suo diritto a visionare, estrarre copia ed accedere alla registrazione e/o trascrizione della richiesta telefonica di intervento pervenuta alla centrale operativa del 118 in occasione di un sinistro stradale.

IL Collegio osserva che il diritto di accesso è anche richiamato dall’art. 146 del d.lgs. 209/2005 (“codice delle assicurazioni private”), in cui si prevede che:

a) “fermo restando quanto previsto per l’accesso ai singoli dati personali dal codice in materia di protezione dei dati personali, le imprese di assicurazione esercenti l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti sono tenute a consentire ai contraenti ed ai danneggiati il diritto di accesso agli atti a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano” (comma 1);

b) “l’esercizio del diritto di accesso non è consentito quando abbia ad oggetto atti relativi ad accertamenti che evidenziano indizi o prove di comportamenti fraudolenti. È invece sospeso in pendenza di controversia giudiziaria tra l’impresa e il richiedente, fermi restando i poteri attribuiti dalla legge all’autorità giudiziaria”

E’ interessante, poi, la ricostruzione secondo cui, una volta riconosciuto (e tutelato) il diritto di accesso del danneggiato nei confronti dell’istituto assicurativo, non v’è ragione di escludere, o arbitrariamente limitare, il reciproco diritto di accesso dell’istituto assicurativo nei confronti del danneggiato.

Ancora più interessante è la conclusione cui giunge il Collegio, laddove individua in concreto l’accesso chiesto dalla compagnia assicuratrice che è strumentale ad ottenere la corretta ricostruzione di fatti e non già a conseguire la conoscenza di dati sensibili, i quali in ogni caso restano protetti nell’ipotesi in cui – pur nel contesto della difesa in sede giudiziaria, costituzionalmente garantita – riguardino “lo stato di salute o la vita sessuale dell’interessato”, come previsto dalle norme sul diritto alla riservatezza.

Quindi è questo il diritto di cui la società assicuratrice è titolare, in quanto interesse diretto, concreto e attuale, inopinatamente vulnerato dalla concessione di un’ostensione parziale degli atti richiesti.

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