Straordinaria decisione della Suprema Corte del 6 ottobre u.s. che, confutando punto per punto tutte le questioni sollevate, ha rigettato integralmente le censure proposte.

Una sorta di T.U. sulle trite e ritrite questioni che vengono richiamate per impugnare i verbali emessi a seguito di rilevazioni in materia di autovelox e di correttezza del procedimento notificatorio.

Val la pena di spendere un po’ di tempo per leggere le 21 pagine della decisione in esame e, finalmente, fare chiarezza su tutti i luoghi comuni richiamati in tutte le opposizioni in tale materia.

 

Per aiutare il lettore si enucleano i seguenti motivi di opposizione:

  1. Nullità e/o inesistenza del verbale e della relativa notifica (quattro motivi di impugnazione);

  2. Irregolare notifica e sanatoria degli stessi;

  3. Invalidità del verbale per mancanza di conformità della copia all’originale (due motivi);

  4. Affidabilità dell’apparecchiatura utilizzata, segnalazione della postazione ed autorizzazione prefettizia (tre motivi);

  5.  Mancata identificazione del conducente ed applicazione dell’art. 126-bis (tre motivi).

La particolarità della decisione in esame risiede nel fatto che, come più sopra osservato, costituisce un valido aiuto ai Comandi nella confutazione, richiamando un’unica decisione, di tutti i motivi di impugnazione.

Augurandosi che tale decisione possa diventare una pietra miliare per le questioni affrontate, si spera che tutte le corti inferiori possano, finalmente, adeguarsi alla capacità nomofilattica della sentenza.

Michele Orlando

P.A.sSIAMO

Condividi.

Informazioni sull'autore

Invia una risposta