Il Consiglio di Stato, Sez. IV, con la sentenza 24 giugno – 25 settembre 2014, n. 4811, ha stabilito che è legittimo il diniego all’apertura di un esercizio per la vendita di tabacchi ed altri generi di monopolio, espresso dall’Aams –Direzione regionale della Puglia, per mancato rispetto della distanza da altro analogo esercizi.

Detta Amministrazione, a seguito di istanza di autorizzazione per il trasferimento di una rivendita di tabacchi e ricevitoria del lotto, aveva adottato provvedimento di diniego con rigetto della domanda.

A seguito di ricorso da parte del titolare della rivendita, il TAR Puglia adito ha annullato il rigetto emesso dall’Aams, che ha proposto appello avverso tale decisione.

Il Consiglio di Stato, con la citata sentenza ha accolto il ricorso dell’Amministrazione dei Monopoli e, riformando a sentenza appellata, ha rigettato il ricorso di primo grado.

Tra le motivazioni addotte, il Consiglio ha stabilito che il rigetto era stato legittimamente espresso per il mancato rispetto della distanza fra le rivendite di generi di monopolio, perché tali esercizi non possono essere equiparabili alle altre attività economiche, che sono state oggetto di liberalizzazione nel  rispetto dei principi della libera concorrenza, ai sensi del d.l. n. 138/2011 e d.l. n. 201/2011.        

In particolare la decisione ha precisato: “Va tenuto presente che le rivendite di tabacchi non possono qualificarsi imprese equiparabili a tutti gli effetti alle altre attività economiche suscettibili della più ampia liberalizzazione, considerando che si tratta pur sempre di esercizi che cooperano all’espletamento di un servizio pubblico, che coinvolge interessi sensibili della collettività, come il diritto alla salute.

Se ne trae conferma dalle premesse del decreto ministeriale n. 38 del 2013, già citato, nelle quali, pur tenuto presente il principio della libera concorrenza, si ravvisa l’esigenza di realizzare una diffusione delle rivendite sul territorio che, lungi dal perseguire il massimo incremento dei ricavi del venditore, e dello stesso gettito fiscale, preservi un controllato equilibrio tra l’offerta e la domanda effettiva del consumatore”.   

 M. Pezzullo

 

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