Le sanzioni amministrative pecuniarie, previste per il caso di accertata inottemperanza all’ordinanza di demolizione delle opere abusive sono sembrate una incredibile novità.

Invero così non è: basta spulciare in qualche Legge Regionale, per accorgersi che si tratta di una misura per niente originale e già sufficientemente rodata.

Qualche esempio?

Articolo 15, comma 3, Legge Regione Lazio n°15 del 11 agosto 2008.

“L’atto di accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire definisce la consistenza dell’area da acquisire, previo frazionamento catastale effettuato dall’ufficio tecnico comunale, ovvero, in caso di carenza di organico e/o delle necessarie strumentazioni topografiche, da tecnici esterni all’amministrazione. L’atto di accertamento dell’inottemperanza, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che ai sensi dell’articolo 31, comma 6, del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche è eseguita gratuitamente. L’accertamento dell’inottemperanza comporta, altresì, l’applicazione di una sanzione pecuniaria da un minimo di 2 mila euro ad un massimo di 20 mila euro, in relazione all’entità delle opere”.

Non c’è dubbio che, sul piano concettuale siamo molto vicini alla novella introdotta nel TUED dallo “sblocca Italia”.

Articolo 31, comma 4 bis, D.P.R. n°380/2001 (introdotto dalla Legge n°164/2014):

“L’autorità  competente, constatata   l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva  l’applicazione  di  altre  misure  e sanzioni previste da norme vigenti”.

Se l’assimilazione tra le due norme è pertinente possiamo guardare alla Giurisprudenza maturata in odine alla sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 13 comma 3 della L.R. Lazio n°15/2008, per immaginare quali potranno essere i rivoli applicativi della nuova e più massiva previsione del TUED.

Pino Napolitano

P.AsSiamo

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