La Cassazione, finanche nel 2014 (sezione II, sentenza n°22191, depositata il 20 ottobre 2014), si è dovuta ancora soffermare su un tema antico sul “rosso semaforico”, confermando -per esaurimento di un vecchio filone di contenzioso che tanto aveva reso felici alcuni giudici di pace superficiali una decina di anno or sono- che se l’accertamento della violazione di cui all’articolo 146 del codice della strada, consistente nel passaggio semaforico durante la proiezione della luce rossa, è stato fatto con dispositivi omologati per operare in modalità completamente automatica, non si può inficiare la legittimità del “verbale” chiedendo al giudice di porre in capo all’organo accertatore l’onere di provare il corretto funzionamento dello strumento di accertamento.

In altri termini, nel caso trattato dalla sentenza 22191/2014, ai giudici viene sottoposta la seducente teoria che competesse all’organo di polizia che ha accertato la violazione, l’onere di dimostrare che il dispositivo automatico di controllo fosse regolarmente funzionante. In mancanza di questa prova, in giudizio, secondo i ricorrenti, avrebbe meritato annullamento.

I Giudici della Suprema Corte hanno ritenuto, al contrario, che “l’elemento costitutivo della pretesa sanzionatoria è la documentazione fotografica dell’infrazione, rilevata con apparecchiatura omologata, mentre è onere di chi propone opposizione alla sanzione indicare n concreto sotto quale profilo l’apparecchiatura utilizzata non sarebbe conforme ai requisiti di installazione o di funzionamento, previsti nel decreto di omologazione e come le eventuali mancanza possano avere inciso sulla rilevazione”.

La Corte, nella sentenza qui menzionata, rammenta come, con specifico riferimento alla violazione dell’articolo 146 comma 3 CdS (aver proseguito la marcia con semaforo rosso), per effetto della modifica introdotta (con L. 214/2003) nell’articolo 201 comma 1 ter del medesimo codice, i documentatori fotografici delle infrazioni commesse alle intersezioni regolate da semaforo, ove omologati ed utilizzati nel rispetto delle prescrizioni riguardanti le modalità di installazione e di ripresa delle infrazioni, sono divenuti idonei a funzionare anche in modalità completamente automatica, senza la presenza di genti di polizia (Cass. 19/10/2011 n°21605).

In buona sostanza, la questione del rosso, si è fatta antica come un vecchio liquore che non è più in vendita da molti anni.

 

Pino Napolitano

 

P.A.sSiamo

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