Partiamo dalla norma di riferimento, per la parte che qui maggiormente interessa: l’omissione di soccorso.

 

Articolo 189, codice della strada

Comportamento in caso di incidente

 

1 L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

 

2 Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità.

 

4 In ogni caso i conducenti devono altresì fornire le proprie generalità, nonché le altre informazioni

utili anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.

 

 

6. Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, e` punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280 del medesimo codice, ed e` possibile procedere all’arresto, ai sensi dell’articolo 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti.

 

7. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, e` punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.

 

8 Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato.

 

8-bis. Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6.

I commi 6 e 7 (fuga e omissione di soccorso) prevedono due fattispecie penali, costituenti delitto.

A norma degli articoli 42 e 43, codice penale, i delitti sono puniti se commessi con dolo, salvi i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge.

 

Secondo la Suprema Corte di Cassazione Penale, sentenza 21 ottobre 2014 n. 43831:

  • risponde del reato previsto dall’art. 189, comma sesto, il soggetto che, coinvolto in un sinistro con danni alle persone, effettui soltanto una sosta momentanea, insufficiente a garantire l’adempimento degli obblighi di fermarsi e di fornire le proprie generalità ai fini del risarcimento;
  • quanto all’elemento soggettivo, “Nel reato di fuga previsto dall’art. 189, comma sesto, C.d.S. l’accertamento del dolo, necessario anche se esso sia di tipo eventuale, va compiuto in relazione alle circostanze concretamente rappresentate e percepite dall’agente al momento della condotta, laddove esse siano univocamente indicative del verificarsi di un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone.

In conclusione, in caso di sinistro stradale con conseguenti lesioni personali, tra un autoveicolo un velocipede, il conducente del veicolo a motore non deve solo fermarsi e immediatamente ripartire, dopo l’investimento del ciclista, solo per il fatto che quest’ultimo si sia rialzato, considerato che il conducente dell’autoveicolo era consapevole, dal punto di vista dell’elemento psicologico della condotta, dell’esistenza delle lesioni personali subite dal ciclista.

di Marco Massavelli

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