Se il referendum contro la riforma Fornero, presentato dalla Lega Nord, è stato giudicato inammissibile, qualcosa si muove comunque intorno alla contestata riforma del giugno 2012. La legge di Stabilità 2015, infatti, sospende le penalizzazioni previste dalla riforma per chi decide di porsi anticipatamente sotto l’ombrello del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2017. Lo ha confermato l’Inps.

COSA PREVEDE LA LEGGE FORNERO – La Legge Fornero aveva previsto una forte “penalizzazione” sulla quota di pensione retributiva per chi avesse chiesto il prepensionamento. Ciò per scoraggiare il ricorso alla pensione di anzianità in favore di persone ancora capaci di lavorare.

 Tale penalizzazione consiste in una riduzione della quota “retributiva” della pensione maturata sino al 31 dicembre 2011, secondo le seguenti percentuali:

– una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo della pensione rispetto ai 62 anni di età

– una riduzione del 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto ai 60 anni. Per rifarci ad un esempio concreto: per chi va in pensione a 59 anni, la quota retributiva maturata prima della riforma viene ridotta del 6%: 2% per i due anni di anticipo rispetto ai 62, più 2% per l’ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60. 

NIENTE PENALIZZAZIONI – Ora la misura viene sospesa dalla legge di Stabilità per il 2015 ed ora confermata dal un comunicato dell’Inps.  Non ci sarà dunque alcuna penalizzazione per chi deciderà di lasciare il lavoro prima dei 62 anni di età. Ma ciò varrà solo per tutti i trattamenti con decorrenza entro il 31 dicembre 2017. Invece per coloro che si pensioneranno dopo, ossia dal 1° gennaio 2018 in poi, tornerà la penalizzazione. Non si tratta quindi di una vera e propria abrogazione, ma solo di una sospensione.  Da parte sua l’Inps raccomanda ai propri uffici periferici di non applicare le penalizzazioni alle pensioni liquidate con il sistema “misto” (quota retributiva sino a 2011 e quota contributiva dal 2012 in poi).

Mimmo Carola

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